Campagna “Mare pulito comincia da qui”: ripuliti i fondali delle Isole Tremiti

Condividi

Sul nostro territorio possiamo vantare località marine bellissime e ricercatissime, le coste del Gargano ed il suo meraviglioso mare sono la meta ambita per migliaia di turisti ogni anno, ma anche e purtroppo, bersaglio di comportamenti incivili e di illegalità. “Mare Pulito, comincia da qui”: con questo slogan si è svolta la campagna di Pulizia dei Fondali nella Riserva Naturale Marina delle Isole Tremiti, fortemente voluta dall’Ente Parco Nazionale del Gargano, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, del Comune delle Isole Tremiti e organizzata dell’associazione MARLIN TREMIITI.“

50 sub impegnati, 203 immersioni effettuate, 90 ore di attività subacquee, più di 1150 oggetti recuperati per 1.800 kg di rifiuti. Sono alcuni numeri della campagna “Mare pulito, comincia da qui” finanziata dal Parco Nazionale del Gargano e patrocinata dal ministero dell’Ambiente.

Nei 14 giorni previsti (26-27-28 Ottobre, 2-3-4 e 9-10-11 Novembre 2012), i partecipanti, giunti da ogni parte d’Italia, hanno contribuito alla raccolta dei rifiuti abbandonati nei fondali marini dell’area protetta delle Isole Diomedee. I partecipanti hanno potuto inoltre apprendere le tecniche di recupero, di orientamento e di controllo, immergendosi in acqua dopo aver partecipato ai corsi svolti da istruttori esperti e preparati della MarlinTremiti. Tremiti sta diventando ormai un laboratorio di buone pratiche, dove tutela, conservazione e valorizzazione si stanno integrando con le esigenze e l’operato del tessuto socio-economico delle isole.

L’obiettivo dichiarato è quello di tutelare e valorizzare la risorsa mare e della splendida Riserva Marina come quella delle Isole Tremiti per diffondere una maggiore sensibilità al problema dei rifiuti, affermare l’importanza della necessaria raccolta differenziata e nello stesso tempo dimostrare come ognuno di noi, con un comportamento educato e rispettoso dell’ambiente, può fare la “differenza” e concorrere con intelligenza al quel “processo evolutivo” che è umano e ambientale prima che tecnologico.
A volte, quelli che possono sembrare solo distratti gesti d’inciviltà, contribuiscono in qualche modo all’inquinamento di acqua, terra e aria. Per meglio comprendere gli effetti prodotti sull’ambiente che ci circonda dall’incauto abbandono dei rifiuti, basterebbe considerare i tempi in cui si degradano, sporcando e contaminando.

Tempi medi di degradazione naturale dei rifiuti nel Mare di alcuni oggetti d’uso comune:

• Una gomma da masticare (5 anni)

• Una lattina d’alluminio per bibite (500 anni)

• Un contenitore di polistirolo (da 100 a 1000 anni)

• Schede telefoniche, ricariche e simili (1000 anni)

• Un mozzicone di sigaretta (2-5 anni)

• Il torsolo di una mela (3-6 mesi)

• Giornali e riviste (2 mesi)

• Una bottiglia di vetro (1000 anni)

• Una bottiglia o un sacchetto di plastica (1000 anni)

• Accendino di plastica (100-1000 anni)

• Un pannolino usa e getta (circa 200 anni)

• Indumenti di lana o cotone (8-10 mesi)

• Fazzoletti e tovaglioli di carta (3 mesi)

• Tessuti sintetici (500 anni)

• Una buccia di banana (2 anni)

Fonte: www.foggiatoday.it

 

 

Articoli correlati:

I commenti sono chiusi