Natale a Manfredonia, il mercatino più originale del Gargano

Condividi

Panoramica dal faro 2

E’ romantico, pittoresco, intimo, il mercatino di Natale di Manfredonia. Una tappa perfetta per tutti coloro che desiderano sottrarsi alle feste obbligate ma che comunque non sono indifferenti al 25 dicembre.

Cosa, allora, di più originale che puntare dritti ad una località di mare? Nonostante la cittadina sia nota soprattutto per le folle estive che animano il porto sul golfo e per le moderne attrezzature balneari che si alternano per oltre 20 chilometri tra villaggi turistici e camping, può stupire anche in pieno inverno. Emergono infatti, spogliati dal clamore e dal rumore agostano, le case bianche del quartiere Boccolicchio, il mercato ittico coi suoi tremila addetti alla pesca e la bella flottiglia peschereccia (terza in Italia), lo ” struscio” locale in Corso Manfredi, le botteghe degli artigiani, e i negozietti con le specialità gastronomiche del luogo (vedi articolo correlato). Per non dimenticare il meraviglioso Parco Nazionale del Gargano che d’inverno acquista un’altra luce e merita davvero un’escursione. Ciò che risulta subito evidente, a Manfredonia, è l’intreccio tra le diverse tradizioni marinara, montana ed agricola, tanto da farne una città a misura di essere umano, perfettamente autonoma.

Ma anche il turismo è un’attività importante, perfino d’inverno. Il migliore itinerario da fare a piedi per immergersi subito nell’atmosfera del luogo è quello che parte da via Tribuna e raggiunge il Convento dei Frati Minori con la chiesa di S. Maria delle Grazie, dove è custodita la statua di S. Leonardo. La passeggiata per il centro storico è naturalmente la più suggestiva, coi suoi splendidi edifici antichi, primo tra tutti il Palazzo Comunale in Piazza del Popolo, con colonnato e loggetta, e la chiesa attigua, costruita da Carlo II D’Angiò, ex convento dei Padri Domenicani. Interessante anche Palazzo Mettola e l’ex abitazione di Suor Antonia, fondatrice del Monastero delle Clarisse, che nel 1592 diventò convento. Il Duomo è dedicato a S. Lorenzo, vescovo di Siponto, e poggia sulla rovine dell’antico tempio angioino. Il suo campanile invece è seicentesco ed è del Card. Arc. Orsini. Un altro grande edificio è S. Benedetto: nel XIV era Badia, della quale resta qualche traccia nelle fabbriche, modificate poi con la trasformazione in monastero delle Celestine, nel XVIII sec. Pregevoli anche la Chiesetta di S. Matteo di Corso Roma, la Chiesa del Carmine in fondo al corso Manfredi e l’edificio sede del convento dei Celestini, fondato il 1651 e mutato in abbazia nel 1657.

Il Palazzo Delli Santi, invece, è noto per aver ospitato il re Ferdinando II, mentre, in via S. Lorenzo, merita una visita il meraviglioso palazzo con loggiato ad archi e colonne abitato dal 1432 dai Cavalieri Teutonici di S. Leonardo. Da non perdere le fabbriche trecentesche della Chiesa di S. Francesco dei Padri Conventuali e la Chiesa S. Maria della Vittoria, ora parte del Cimitero Cittadino. Fondata da Re Manfredi, figlio di Federico II (da cui il nome), Manfredonia è dunque intrisa di storia: la racconta prima di tutto il castello svevo-angioino, disegnato dallo stesso Manfredi che ne avviò anche i lavori, in seguito proseguiti da Carlo I d’Angiò, ma anche la Basilica Minore di Santa Maria Maggiore di Siponto, l’Abbazia di S.Leonardo in Lama Volara, la chiesa di S.Domenico con l’adiacente monastero – oggi sede municipale, e soprattutto la chiesa Cattedrale dedicata a S.Lorenzo Majorano, vescovo di Siponto dove si possono ammirare l’icòna della Madonna di Siponto, la statua lignea della Sipontina, il Crocifisso in legno ed il Cristo alla colonna. Per gli appassionati della natura si consiglia invece un’escursione alla Grotta Scaloria: scoperta occasionalmente negli anni Trenta, solo negli anni Sessanta fu indagata con cura. Venne fuori una cavità più profonda molto suggestiva, forse utilizzata per rituali religiosi nel IV secolo legati a una divinità delle acque: su grosse stalagmiti sono stati ritrovati vasi di ceramica dipinta con dentro stalattiti concrezionate per lo stillicidio delle acque ricadenti dalla volta. Probabilmente qui si facevano anche pasti rituali oltre che essere una necropoli, come testimoniano scheletri di individui di diverse età e sesso in posizione contratta e collettiva (morti probabilmente di malaria). Molto magica insomma l’atmosfera, perfetta per un Natale decisamente alternativo alla grotta della Natività!

Fonte ANSA

Articoli correlati:

I commenti sono chiusi