Gli Eremi di Pulsano e Stignano

L’Abbazia di Santa Maria di Pulsano

E’ un complesso monastico situato a 9 km da Monte Sant’Angelo, nel Gargano (provincia di Foggia). I suoi eremi sono luogo del cuore FAI.

L’abbazia è circondata da vari eremi i quali venivano utilizzati come abitazione. Spesso per accedere a questi, gli eremiti erano costretti ad utilizzare corde o scale.

La chiesa abbaziale è stata riaperta al culto pubblico nel 1997 e vi è stata fondata la comunità monastica di Pulsano, di diritto diocesano, bi-rituale: latina e bizantina. Oggi, grazie anche al contributo e alla concreta collaborazione di numerosi cittadini, presenta una comunità attiva ed attenta alle esigenze spirituali del nostro tempo.


Eremo di S. Gregorio Magno

(nei pressi dell’abbazia) 

E’ probabile che sia il più antico luogo di eremitaggio sul rilievo di Pulsano, costituito da un’ampia cavità naturale di circa 200 mq  dedicata a S. Gregorio Magno, il grande monaco-papa fondatore del monachesimo in terra garganica. L’interno a forma di L converge in una piccola spelonca adattabile a zona presbiterale ogni qualvolta ci sono celebrazioni religiose. Fino a qualche anno fa questo eremo era in stato di abbandono, ed era utilizzato come stalla dai pastori della montagna. Dal 1995 l’eremo è stato ripulito da volontari e ripristinato a luogo di preghiera e meditazione. Attualmente viene utilizzato per celebrazioni, conferenze e accoglienza di gruppi, oltre ad ospitare una pregevolissima mostra fotografica permanente degli eremi di Pulsano ad opera di Angelo Torre.

Altitudine:  472 metri s.l.m. 

Itinerario: Naturalistico 

Periodo: Primavera – Estate – Autunno

Grado di difficoltà: T (Turistico)

 

Eremo di S. Michele Arcangelo

(nei pressi dell’abbazia)

Si accede all’eremo dal piccolo piazzale antistante la Chiesa. Esso è costituito da tre locali scavati nella roccia e comunicanti tra loro, destinati a celle per gli eremiti e da una cappella in muratura posta ai margini di un vertiginoso strapiombo, attualmente della cappella restano solo le strutture murarie laterali, mentre nelle celle è interessante osservare la rete di piccoli canali scavati dall’uomo nella roccia e rappresentano una testimonianza singolare del recupero e dell’utilizzo prezioso dell’acqua. Secondo gli scrittori Ughelli e Baronio, in quest’eremo avrebbe soggiornato S. Francesco d’Assisi nel 1216 e S. Celestino V, nel 1295, prima di fuggire a Vieste, ove fu arrestato dai soldati angioini.

Altitudine:  472 metri s.l.m. 

Itinerario: Naturalistico 

Periodo: Primavera – Estate – Autunno

Grado di difficoltà: T (Turistico)

 

Eremo di S. Nicola

(distanza dall’abbazia: 15 minuti)

Ubicato nel vallone immediatamente sottostante il Complesso abbaziale, vi si accede attraverso una lunga e scenografica scalinata incavata nella roccia, che delimitata da uno strapiombo si distende fino all’ingresso dell’eremo. Composto da due vani ricavati in parte da una cavità naturale e in parte da murature, esso presenta due ingressi scavati nella roccia; all’interno dello stipite di uno di essi è scolpita una grossa croce greca con al centro un’altra più piccola. Sulle pareti interne di questo eremitaggio si osservano resti di affreschi, tra cui un’Annunciazione della Semprevergine e una santa Crocifissione con religiosi oranti, un monaco e un abate con dignità vescovile inginocchiati in adorazione. Lo stato di conservazione degli affreschi è ancora discreto, anche se manomissioni varie hanno deturpato profondamente queste sante immagini. E’ da ricordare che in questo eremo nel 1970 fu rinvenuta una pagina dell’evangeliario greco di Pulsano, scampata per miracolo ai roghi dei pastori che qui soggiornavano.

Altitudine:  436 metri s.l.m. 

Itinerario: Naturalistico 

Periodo: Primavera – Estate – Autunno

Grado di difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)

 

Eremo di S. Caterina Megalomartire

(distanza dall’abbazia: 30 minuti)

Suggestivo eremo sito nella Valle dei Romiti, sul versante opposto all’abbazia. All’interno vi sono due vani con una nicchia scavata nella roccia e croci graffite, da si deduce che esso rappresentava un luogo di culto oltre che dimora. La cavità naturale è ampliata da una volta in muratura sopra la quale si può salire grazie ad una comoda scalinata scolpita nella roccia.

Altitudine:  428 metri s.l.m. 

Itinerario: Naturalistico 

Periodo: Primavera – Estate – Autunno

Grado di difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)

 

Eremo di S. Leonardo

(distanza dall’abbazia: 15 minuti) 

Vasto eremo della Valle dei Romiti composto da vari locali per la maggior parte franati. Resta in piedi una meravigliosa volta in muratura.

Altitudine:  427 metri s.l.m. 

Itinerario: Naturalistico 

Periodo: Primavera – Estate – Autunno

Grado di difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)

 

Eremi di Coppa La Pinta

(distanza dall’abbazia: più di un’ora)

Sul promontorio di Coppa La Pinta, a destra di Valle Campanile salendo da Manfredonia, vi sono numerosi eremi costituiti per lo più da celle uniche scavate nella roccia, oggi “frequentati” dalle capre tipiche garganiche e dai caprai di un vicino allevamento: sono gli eremi detti Cantina, S. Antonio, S. Basilio, S. Spiridione, S. Trifone, S. Palemone.

Altitudine:  401 metri s.l.m. 

Itinerario: Naturalistico 

Periodo: Primavera – Estate – Autunno

Grado di difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)

 

Eremo della Rondinella

(accessibile solo a scalatori)

All’imbocco a destra dalla Valle Campanile, su una crosta rocciosa di Coppa la Pinta, a circa 340 m sul livello del mare si trova quest’eremo inaccessibile, ubicato a strapiombo sulla vallata sottostante. Costituito da due celle più grandi, delimitate da strutture murarie, da un’altra cella incavata nella roccia di dimensioni più piccole e da un ambiente con giacitoi e mensole scavate nella roccia. Presumibilmente l’origine del suo nome risale alla sua ubicazione, simile a quella che assumono le rondini prima di spiccare il volo. Poiché è pericoloso accedervi ed è praticabile solo da esperti di montagna, i più devono accontentarsi di ammirarlo dal colle di Pulsano o di Coppa La Pinta.

Altitudine:  350 metri s.l.m. 

Itinerario: Naturalistico 

Periodo: Primavera – Estate – Autunno

Grado di difficoltà: EEA (Escursionisti Esperti Attrezzati)

 

Eremo Il Mulino

(distanza dall’abbazia: 45 minuti)

La posizione in cui è situato induce il visitatore a chiedersi come i monaci abbiano potuto trasportare materiale in quel punto per costruire un eremo, a 400 m circa di altezza a ridosso di un vertiginoso strapiombo. Esso è costituito da svariati ambienti, in muratura ed in cavità naturali: uno comprende un altare in pietra sul quale si apre una nicchia scavata nella roccia; sul lato destro ci sono i resti di un affresco dell’Immacolata Concezione e sul sinistro un affresco di S. Giovanni Battista, precursore della vita monastica, sormontati da un affresco dello Spirito Santo a forma di colomba. La sua denominazione deriva dal fatto di presentare, all’interno di uno dei vari locali, una macina ricavata nella roccia, nonché una grande cisterna destinata a raccogliere l’acqua piovana, intercettata tramite un’ingegnosa rete di canali incavati nella roccia. Dinnanzi, lunghe mura perimetrali e gli spiani antistanti fanno intendere che doveva essere uno dei principali eremi della comunità monastica allora presente, come luogo di culto, di abitazione e di coltivazione, produzione e conservazione di derrate alimentare.

Altitudine: 407 metri s.l.m. 

Itinerario: Naturalistico 

Periodo: Primavera – Estate – Autunno

Grado di difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)

 

Eremo Studion

(distanza dall’abbazia: 60 minuti)

L’origine del suo nome deriva probabilmente da S. Teodoro Studita, a cui fu dedicato. Vi si giunge proseguendo il sentiero e le altre scalinate rocciose oltre l’eremo il Mulino. Quest’eremo è composto di più vani, alcuni scavati nella roccia ed un altro ricavato con muratura sovrapposta ad una preesistente cavità naturale. Una cella rocciosa con volta traforata da un lucernario, presenta una sequenza di volti di angeli affrescati; in un’altra grotta è affrescato un santo eremita orante in ginocchio che riceve il cibo da un uccello: probabilmente Sant’Elia, profeta dell’Antico Testamento considerato precursore della spiritualità monastica, o S. Paolo eremita, discepolo di S. Antonio abate. Su altre parete laterali è affrescata una Deposizione dalla Croce del Signore. Un altro affresco riproduce S. Antonio da Padova, prova quindi che quest’eremo è stato abitato a partire almeno dal XII secolo.

Altitudine: 390 metri s.l.m. 

Itinerario: Naturalistico 

Periodo: Primavera – Estate – Autunno

Grado di difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)

 

Eremi Carcere

(distanza dall’abbazia: 70 minuti)

Proseguendo oltre l’eremo Studion si arriva a questa cella situata in cima ad una parete scoscesa, difficilmente praticabile se non con la dotazione di idoneo equipaggiamento. Il suo nome è dovuto per l’appunto a questa posizione impervia, e per il motivo che fosse adibito, secondo le antiche regole monastiche previste per i casi di insubordinazione – a luogo di reclusione temporanea. Inoltre era frequente che antichi monaci si recludevano volontariamente in luoghi inaccessibili, basti pensare al padre dei monaci S. Antonio Abate, che visse per svariati anni rinchiuso in un fortino abbandonato.

Altitudine:  397 metri s.l.m. 

Itinerario: Naturalistico 

Periodo: Primavera – Estate – Autunno

Grado di difficoltà: EEA (Escursionisti Esperti Attrezzati)

 

Eremo S. Giovanni Abate: Eremo Mandre, Eremo Pietre

(distanza dall’abbazia: 30 minuti)

L’eremo di S. Giovanni Abate è situato in fondo al vallone di Pulsano tra l’incrocio di valle Campanile e valle dei Romiti. Esso si può raggiungere da Manfredonia attraversando la Piana di Macchia, fino al sentiero che dalla pianura sale al colle di Pulsano. Dedicato da sempre al santo cenobiarca pulsanese, la tradizione vuole che S. Giovanni desiderasse ritirarsi in questo luogo nei periodi di più profonda preghiera ed austera penitenza ed ogni qualvolta si recasse nella vicina Siponto. L’eremo è costituito da un unico ambiente, totalmente spoglio, al quale si accede attraverso un ingresso sormontato da una lunetta, nella quale si poteva ammirare affrescata, fino a qualche anno fa, un’immagine della Santa Madre di Dio, venerata da un monaco orante a destra e da un angelo a sinistra. Questo affresco è stato recentemente danneggiato da un incendio estivo. Nel 1997 in questo eremo è stata inoltre saccheggiata e profanata una tomba ipogea da parte di ignoti vandali alla ricerca di inesistenti tesori, i quali con lo scavo hanno evidenziato una scalinata che porta ad un secondo vano. Dall’eremo di S. Giovanni, risalendo a destra per valle Campanile troviamo, lungo un’insenatura sulla fiancata del vallone, gli eremi Mandre e Pietre: in quest’ultimo è ancora presente una struttura in muratura. Proseguendo per tale insenatura in passato si poteva arrivare sino all’eremo la Rondinella, ma oggi la via, in seguito a svariate frane, non è più praticabile. 

Altitudine:  338 metri s.l.m. 

Itinerario: Naturalistico 

Periodo: Primavera – Estate – Autunno

Grado di difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)

 

INFORMAZIONI UTILI:

Equipaggiamento: Scarpe da trekking, scorta d’acqua, pantaloni lunghi, cappello, abbigliamento a strati idoneo alla stagione in corso, binocolo e macchina fotografica.

Prezzo: 10 euro a persona (minimo 10 partecipanti)

Il prezzo comprende: Accompagnamento, guida e supporto logistico.

Il prezzo non comprende: Trasporto, assicurazione RCT.

 

La descrizione degli eremi e le immagini sono tratte dal sito ufficiale www.abbaziadipulsano.org

 

 

Convento S. Maria di Stignano

mappa eremi di stignanoIl Santuario di Santa Maria di Stignano è un edificio religioso che si trova nei pressi di San Marco in Lamis, in provincia di Foggia. 

Leggenda e Storia ne fanno uno dei primi santuari mariani del Foggiano e una delle più notevoli architetture del 1500. Posto sull’antica via Langobardorum, una valle di grande fascino, ricco di storia e insigne per arte, trae le sue origini in epoca medievale. Il suo nome infatti lo si trova per la prima volta in un documento del 21 Settembre 1231 dell’ archivio di stato di Napoli, attestante il già esistente culto alla Vergine. Secondo gli storici la chiesetta era uno dei tanti oratori che costellavano i declivi e le vette che dominano da Stignano a Castel Pagano (dei quali si possono ancora ammirare i ruderi di quello della SS. Trinità sulla vetta retrostante al Convento e dell’altro di S. Agostino verso Castel Pagano).

 

 

 

Eremi di Sant’Agostino

(Distanza da Convento S. Maria di Stignano 18 minuti)

E’ situato alle pendici di un monte, proprio dove inizia ad erigersi il promontorio del Gargano, nella già nota valle della Cisternola che un tempo fu prediletta dagli eremiti. A differenza di tutti gli altri edifici diruti, questa si presenta in uno stato discreto tanto che la struttura è ben comprensibile, ed i crolli non sono molti (anche se negli ultimi decenni ci sono stati crolli che ci hanno fatto perdere parte degli affreschi).

Tutt’ora si possono ammirare alcuni affreschi in una delle due cappelle, anche se non si trovano in buono stato perché  queste nel corso dei secoli furono usate come rifugio dai pastori che non si facevano scrupoli ad appiccare fuochi in luoghi affrescati e forse mai sconsacrati.

Lunghezza percorso: 1.3 km

Durata a/r: 18 minuti  

Altitudine: 377 metri s.l.m. 

Itinerario: Naturalistico 

Periodo: Primavera – Estate – Autunno

Grado di difficoltà: E (Escursionistico)

 

Eremo della Trinità

(Distanza da Convento S. Maria di Stignano 4 minuti)

Forse è nel Gargano uno degli eremi più caratteristici e complesso da studiare. Posto su un pianoro che come una balconata sovrasta la  valle di Stignano. L’accesso risulta impervio a causa della fitta vegetazione e dei pendii scoscesi. Una particolarità è l’appartenenza ai comuni di San Marco in Lamis e Sannicandro Garganico, tanto che sul catasto la linea di confine divide a metà la struttura. Questo fa pensare che, un tempo, la costruzione di determinate strutture in determinati luoghi “cardine” potesse essere incentivata dalle abbazie o dai signori feudali, per meglio marcare il territorio essendo questa una zona di confine tra il feudo di Castel Pagano e l’abbazia di San Giovanni de Lama.

Lunghezza percorso: 400 m

Durata a/r: 4 minuti  

Altitudine: 555 metri s.l.m. 

Itinerario: Naturalistico 

Periodo: Primavera – Estate – Autunno

Grado di difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)

 

Eremi San Celestino (Eremo non fruibile)

Si tratta di un complesso di eremi strutturalmente non contigui tra loro. Situati nel canale di San Nicola, detto anche “vadda dellu Fenocchje” (valle del finocchio), sul più basso (come quota) e grande dei tre terrazzamenti artificiali che si trovano nel canale, questi eremi sono suddivisi nel seguente modo: due stanze, di cui una in grotta ed una in muratura sono addossate al costone di pietra che risale lungo il canale, mentre una stanza in muratura si trova a circa 5 metri dalle altre stanze, nel pieno del terrazzamento che fungeva da orto a supporto dell’eremo. In un raggio di circa 10 metri da questo si trovano due cisterne in muratura ormai in disuso, che venivano alimentate da impluvi naturali della parete rocciosa. Il nome Eremo di San Celestino V in realtà non si trova su alcun riferimento topografico. E’ stato dato questo nome in quanto sono stati trovati particolari che ci portano a supporre che questo sia l’eremo che ospitò il santo durante la sua fuga.

 

Eremo di San Giovanni

(Distanza da Convento S. Maria di Stignano 6 minuti)

Attualmente non sappiamo precisamente quale sia questa struttura, però è ipotizzabile che sia l’eremo più vicino al convento di Stignano. La tradizione locale vuole che questo eremo vicino la cava sia il luogo dove è apparsa la Madonna di Stignano al cieco Leonardo di Falco.

La struttura nel corso dei secoli ha subito rimaneggiamenti, come visibile da alcune foto. Mentre sono tutt’ora riscontrabili segni tangibili della sua funzione di eremo negli interni dei locali, dove sono presenti anche delle nicchie.

Lunghezza percorso: 550 m

Durata a/r: 6 minuti  

Altitudine: 352 metri s.l.m.

Itinerario: Naturalistico 

Periodo: Primavera – Estate – Autunno

Grado di difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)

 

Eremo di Sant’Andrea

(Distanza da Convento S. Maria di Stignano  2h 57 minuti)

Le fonti sono discordanti sulla sua collocazione, secondo alcune questo si troverebbe nella valle a ridosso di Castel Pagano. Altra ipotesi è che questo eremo fosse una grotta (si legge spelonca) e si troverebbe vicino il convento di Sant’Agostino come si legge in alcune righe del manoscritto trovato a Stignano riguardanti la vita di un certo Fra Pietro.
La seconda ipotesi risulta la più accreditata, questo perché alcuni contadini nelle vicinanze della masseria Centola hanno fornito indicazioni su un eremo di Sant’Andrea in uno dei canali retrostanti al convento di Sant’Agostino (che salgono dalla valle della Cisternola fino a monte Castello). L’eremo di sant’Andrea viene descritto come una piccola spelonca riadattata dall’uomo, che presentava un paio di stanze all’interno, mentre all’esterno una piccola stanza che copriva l’apertura della grotta, tutto ciò si trova addossato su una piccola parete rocciosa.

Inoltre all’interno in una delle stanze ancora perfettamente intonacate vi è incisa una data del ’600 ed alcuni nomi e su un’ arco posto fuori dalla spelonca si notano ancora segni di una di affresco su di un’ arco chiuso da pietre a secco, che probabilmente doveva essere l’ingresso forse poi chiuso per ricavare una specie di cappelletta  sacra dove vi doveva essere una qualche effige. Al di fuori vi è una cisterna perfettamente conservata che convoglia le gocce d’acqua che l’umidità crea sulla parete rocciosa.

Lunghezza percorso: 12,4 km

Durata a/r: 2 h 57 minuti

Altitudine: 418 metri s.l.m. 

Itinerario: Naturalistico 

Periodo: Primavera – Estate – Autunno

Grado di difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)

 

Eremo di Sant’Onofrio

(Distanza da Convento S. Maria di Stignano 18 minuti)

Le attuali sembianze non sono di certe quelle di un eremo, tanto da apparire come una casa di campagna in rovina. Osservando bene i resti del piano inferiore si evince che la struttura è stata riadattata ad uso abitativo nel corso ’900, tanto che risulta presente persino al catasto del Comune di San Marco in Lamis. La parte originale è quella inferiore che, anche se in parte crollata, da ancora quel senso di religiosità che un tempo doveva avere con le volte che ancora lasciano intravedere resti di intonaco ormai illeggibile, reso bluastro dal nerofumo.  Purtroppo in questi ultimi anni ha subito un crollo che ha rovinato le coperture e squarciato letteralmente la facciata che guarda a sud.

Lunghezza percorso: 1.3 km

Durata a/r: 18 minuti   

Altitudine: 325 m s.l.m.

Itinerario: Naturalistico 

Periodo: Primavera – Estate – Autunno

Grado di difficoltà: E (Escursionistico)

 

Eremo di San Nicola in Grotta (Eremo non fruibile)

L’eremo di San Nicola si presenta come un’ampia grotta, la cui apertura guarda ad est, situata in uno dei tanti canali della valle di Stignano che vanno da Stignano a Castelpagano. Risulta molto difficile da raggiungere, sia per la fitta boscaglia che ne impedisce l’accesso, sia per un dirupo che rende la discesa all’eremo abbastanza pericolosa. Anche a 10 metri dall’apertura, nonostante la vegetazione in questo punto sia meno fitta, l’apertura si mimetizza con la montagna.

Osservando l’accesso da fuori si notano ancora le mura dell’eremo che un tempo chiudevano la grotta. Sulla sinistra il muro è ancora ben conservato, mentre sulla destra risulta molto abbattuto. Oggi si fa molta difficoltà a comprendere quella che un tempo doveva essere la struttura originale: l’esistenza di un piano rialzato, o secondo piano, si evince dalla struttura muraria addossata alla parete della grotta, che a sua volta risulta modellata per ospitare le travi che sorreggevano il piano superiore. Sempre in alto si nota ancora dell’intonaco con i resti di una croce incisa nella parete bene evidente. Proseguendo sempre sulla sinistra si trova  una cisterna  degna di nota ricavata addossando la struttura alla parete della grotta. E’ stata realizzata in pietra e calce.

La particolarità di questa cisterna, tuttora funzionante, è data dal sistema di raccoglimento delle acque. Le gocce di acqua della parete rocciosa e delle concrezioni vanno a confluire nella apertura della cisterna, un vero e proprio impluvio verticale. Anche se molto rovinate, si notano ancora delle scale di accesso a questa cisterna.

 

Eremo di Sant’Antonio Abate

(Distanza da Convento S. Maria di Stignano 800 metri)

L’eremo di Sant’Antonio Abate era in tenimento dell’abbazia e non nel feudo di Castel Pagano, per questo come altri eremi ad est della valle di Stignano non dipendevano da Stignano. A quest’eremo si riferisce un testamento depositato presso l’archivio di stato Foggia.

Lunghezza percorso: 800 m

Itinerario: Naturalistico 

Periodo: Primavera – Estate – Autunno

Grado di difficoltà: E (Escursionistico)

 

Eremo di San Feliciano

(Distanza da Convento S. Maria di Stignano 2h 31 minuti)

L’eremo di san Feliciano rotondo è posto in agro di San Nicandro Garganico attualmente è visibile solo il muro di cinta e i ruderi di una costruzione.
In questo eremo ha vissuto l’eremita fra Rinaldo che nel 1680 abbandonò l’eremo e si portò con sé la reliquia di san Feliciano lì custodita; la reliquia ora non si sa dove sia depositata.

Lunghezza percorso: 12,4 km

Durata a/r:  2 h 31 minuti  

Altitudine: 547 metri s.l.m.

 Itinerario: Naturalistico 

Periodo: Primavera – Estate – Autunno

Grado di difficoltà: E(Escursionistico )

 

Eremo dell’Annunziata

(Distanza da Convento S. Maria di Stignano 6,3 km)

E’ situato a nord delle contrade Porcili e Castrate quanto la valle comincia a salire sulle pendici del monte, a circa 500 m inizia il canale che conduce a Castel Pagano. Sono una serie di grotte parzialmente scavate, perché la roccia è formata da materiale non molto compatto.
Queste grotte hanno delle nicchiette all’interno e le aperture sono parzialmente ristrette da muri a secco. Sicuramente la serie di grotte sarà stata abitata anche da pastori e in queste grotte sono stati trovati tesori di briganti. I briganti usavano molto oro nel loro vestiario e, forse, ne nascosero anche ingenti quantità tenendo conto delle molteplici leggende sui tesori dei briganti.

Lunghezza percorso: 6,3 km

Durata a/r: 1h 26 minuti   

Altitudine: 212 metri s.l.m. 

Itinerario: Naturalistico 

Periodo: Primavera – Estate – Autunno

Grado di difficoltà: EE(Escursionisti Esperti)

 

INFORMAZIONI UTILI:

Equipaggiamento: Scarpe da trekking, scorta d’acqua, pantaloni lunghi, cappello, abbigliamento a strati idoneo alla stagione in corso, binocolo e macchina fotografica.

Prezzo: 10 euro a persona (minimo 10 partecipanti)

Il prezzo comprende: Accompagnamento, guida e supporto logistico.

Il prezzo non comprende: Trasporto, assicurazione RCT.

 

La descrizione degli eremi e le immagini sono tratte dal sito ufficiale www.lavalledeglieremi.it

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