Sulle orme degli antichi abitanti del Gargano

La natura carsica del territorio garganico, costellata da doline, inghiottitoi e soprattutto grotte naturali, ha favorito la frequentazione di questi luoghi da parte dell’uomo da molto lontano. Lo dimostrano i numerosi reperti rinvenuti nel sottosuolo fra cui quello di Apricena, riconducibili ad un uomo vissuto circa un milione e mezzo di anni fa. Le dominazioni longobarda, normanna e sveva determinarono un proliferare di templi ed abbazie, frequentate da monaci e pellegrini. Il Gargano veniva infatti identificato, già in epoca precristiana, come la “Montagna Sacra” (sono oltre 200 le necropoli ritrovate in tutto il promontorio), e a partire dal VI secolo il Santuario di San Michele Arcangelo diede un forte impulso allo sviluppo di tutta l’area. Intorno alla Via Sacra Longobardorum che, attraversando il Tavoliere Settentrionale, conduceva al santuario micaelico, da cui si proseguiva alla volta della Terra Santa, sono sorti nei secoli centri abitati ed autentici gioielli architettonici, come le chiede medioevali di San Leonardo di Siponto, di Santa Maria Maggiore di Siponto e l’Abbazia di Santa Maria di Pulsano, fondata nel VI secolo nei pressi di Monte Sant’Angelo.


Periodo Giurassico

Tra il Giurassico e il Cretaceo (150 e 60 milioni di anni fa), il Gargano era costituito da atolli, isolotti e barriere coralline, aree che con la scoperta di impronte di dinosauri, dimostra che doveva avere un collegamento con aree emerse più vaste come il continente africano o la stessa Europa. La piattaforma Apula, poteva avere quindi l’aspetto di una penisola circondata da piccoli arcipelaghi. Attraverso lo studio delle rocce sedimentarie, che rappresentano una sorta di nastro magnetico su cui è registrata in parte la storia di una certa regione si è giunti a ricostruire un quadro abbastanza soddisfacente dell’evoluzione del Gargano, dal periodo di formazione delle rocce fino all’aspetto attuale. Ed è proprio la scoperta in un bacino estrattivo situato nei pressi di Borgo Celano (San Marco In Lamis) di una decina di impronte di dinosauro, ad aggiungere un importante tassello nella ricostruzione paleogeografica del Gargano. La maggior parte delle impronte sono organizzate in piste, ed hanno una dimensione compresa tra 15 e 40 centimetri circa.  Il visitatore potrà immergersi nel passato attraverso la visita di strutture e tecnologie attuali del Parco Nazionale del Gargano per un percorso interattivo interno al Museo Paleontologico e Parco dei Dinosauri, per tuffarsi in un tempo e in uno spazio lontani milioni di anni. Nello spazio del parco infatti, è stato allestito un sentiero illustrato da percorrere, per poter vivere l’emozione dell’incontro con tracce reali, anche attraverso la ricostruzione di un habitat naturale e incontaminato, tra piante locali e specchi d’acqua, fra tracce e impronte, ci si potrà imbattere in creature (in dimensioni reali) vissute proprio su questo territorio 120 milioni di anni fa.

Periodo Paleolitico

Il Gargano è stato al centro di un processo evolutivo e culturale fra i più proficui dell’Europa occidentale, come dimostrato dalla diffusa presenza dell’uomo paleolitico (Grotta Paglicci, Grotta Tegliacantoni, Defensola, Foce Romandato, Grotta spagnoli). La Grotta Paglicci, situata a Rignano Garganico, rappresenta in particolare un caposaldo per lo studio della civiltà paleolitica in Europa, per la varietà degli strati archeologici (reperti su flora, fauna e condizioni dell’uomo preistorico), che per la presenza delle più antiche pitture rupestri, rinvenute finora in Italia. Nella mostra-museo su Grotta Paglicci e sulla preistoria del Gargano sono conservate decine di reperti, originali ed in calco, che ripercorrono le tre fasi del Paleolitico sul Promontorio: Inferiore, medio e Superiore. La struttura ospita, inoltre, un avviato laboratorio di archeologia didattica che, attraverso la sperimentazione, riesce a fornire ai visitatori le basi di conoscenza sulle attività della vita quotidiana a Grotta Paglicci (dalla caccia all’accensione del fuoco, dall’approvvigionamento idrico alla realizzazione di rappresentazioni artistiche).

Periodo Neolitico

La neolitizzazione è la diffusione di un’economia capace di produrre il proprio cibo. Richiese un progressivo processo di trasformazione dei precedenti modi di vita paleolitici, che per centinai di migliaia di anni si erano basati sulla caccia e passiva raccolta dei prodotti spontanei. Questa tappa decisiva della storia dell’umanità investì precocemente il territorio pugliese: verso i 7.200 anni da oggi il Neolitico si era già diffuso in pieno con i suoi fattori caratteristici: l’agricoltura e l’allevamento, la nascita dei villaggi, la produzione di ceramica per conservare, cuocere e consumare i cibi, la tecnica specializzata di estrarre la selce e lavorare la pietra e le materie dure animali (osso e corno). L’approvvigionamento e la circolazione di una’altra importante materia prima, l’ossidiana, vetro vulcanico che veniva importato soprattutto da Lipari, contribuì ad incrementare rapporti di scambio tra i gruppi umani. Gli antenati dei contadini di oggi intrapresero il domesticamento di varie specie di piante ( grano, farro, orzo, gonococco e talune leguminose ), l’assoggettamento degli animali (pecora, capra, bue e maiale ), accompagnandole con l’introduzione di “ invenzioni “ determinanti come l’aratro e il giogo, la ruota e il carro, il bastone da semina e l’ascia e poi la lana e la tessitura e anche l’abile lavorazione dei vimini e di altre fibre vegetali. La domesticazione di specie animali e vegetali, che da allora presero a dipendere dal lavoro umano, mutò in modo permanente il sistema di vita e lo strumentario indispensabile dei gruppi umani, che si trasformarono in società stanziali. Si sviluppano in questo periodo forme di vita e di economia detta di “transizione”. A Coppa Nevigata (Manfredonia), per esempio, l’espressione più evidente di questa transizione è una economia basata non più esclusivamente sulla caccia, ma sulla raccolta di molluschi. E lo stesso anche per il sito di Grotta di Manaccore (Peschici) e Macchia di Mare a San Menaio. Altro elemento di transizione è la nascita dei “villaggi trincerati” garganici, importanti nel processo di civilizzazione del Neolitico dauno, cui va ricordato  Passo di Corvo, presso Foggia,  “unicum” nel processo di civilizzazione del Neolitico dauno. L’insediamento preistorico di Grotta Scaloria e Occhiopinto (Manfredonia), rappresenterebbe l’approdo finale, alla fine del V millennio a. C., della grande stagione dell’età della pietra nuova.

Periodo Dauno

Le indagini storiche più recenti hanno accertato che intorno alla fine del secondo millennio avanti Cristo si consolidarono in Puglia, in varie ondate migratorie, almeno tre gruppi indoeuropei, in parte di ceppo illirico: i Dauni nell’attuale provincia di Foggia, i Peucezi nella Terra di Bari, e i Messapi nel Salento. I primi Dauni si stanziarono sul promontorio garganico, dove l’insediamento umano esisteva fin dal paleolitico, e successivamente nella pianura e in altre zone. Un gruppo di questi popoli balcanici era guidato dal leggendario Dauno, che conquistò il territorio compreso tra il fiume molisano Biferno, a nord, e l’Ofanto, a sud. Con l’aiuto dei cretesi tentò la conquista di nuove terre nel sud della regione e fondò importanti città. Secondo la leggenda, al suo successo contribuì l’eroe greco Diomede, che aveva sposato la figlia Drionide. Diomede fu sepolto in una delle isole Tremiti, che in suo onore furono chiamate Diomedee. Nacquero così i centri di Arpi, Aecae, Siponto (Manfredonia), Salapia (circondata da lagune, nei pressi dell’odierna Zapponeta), Herdonia (Ordona), Ceraunilia (Cerignola) e Luceria (Lucera). I centri fondati dai Dauni furono cinti da poderose mura di difesa formate di pietrame (Monte Saraceno, nel territorio dell’attuale Mattinata); oppure furono collocati in zone naturalmente difese. Le caratteristiche dei nuovi insediamenti furono: l’evoluzione da forme protourbane, quali il vivere in grotta, a villaggi e città; il passaggio dalla pastorizia all’agricoltura; l’introduzione dell’artigianato metallurgico; la fabbricazione di vasellame modellato con cura e dipinto con motivi geometrici, che sostituiva sempre più quella di provenienza micenea.

Tipologia di itinerario: Storico – Culturale

Tappe: Borgo Celano (Museo paleontologico dei Dinosauri), Rignano Garganico (Museo di Grotta Paglicci), Manfredonia (Villaggio Neolitico di Coppa Nevigata), Mattinata (Monte Saraceno).

Lunghezza e durata del percorso: 79,2 Km., 1 ora e 30 minuti (i dati sono riferiti ai tempi di spostamento senza tener conto delle soste)

 

TARIFFE INTERA GIORNATA:

DA 1 A 20 PERSONE: € 5,00 a persona

PER GRUPPI FINO A 50 PERSONE: € 3,00 a persona

BAMBINI UNDER 10 ANNI: GRATIS

Il prezzo comprende: accompagnamento e guida di intera giornata.
Il prezzo non comprende: trasporto e ingressi a pagamento.

N.B.: Per richieste di gruppi scolastici verranno effettuati dei preventivi personalizzati.

Per pranzi con menu turistici presso ristoranti convenzionati oppure per altri servizi turistici (pernottamento, acquisto di prodotti tipici e souvenir, servizio taxi, ecc.) non esitate a contattarci.

Articoli correlati:

Commenti chiusi