L’area archeologica di Montecorvino

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“La Preta di Monte Corvino” porta dentro il suo nome la memoria del legame con il centro medioevale di Monte Corvino, città fondata intorno all’anno 1000.

Montecorvino compare in effetti nelle fonti scritte nella prima metà dell’XI sec., esso risulta ben inserito nel sistema di difesa promosso dall’autorità catepanale bizantina in funzione antilongobarda; la linea strategica si articolava su più livelli e forme insediative compresa l’installazione di siti di dimensioni medio – piccole comunque qualificati come nuclei urbani e insigniti del rango episcopale.

Il “Catalogo dei Baroni”, risalente alla seconda metà del XII secolo, è il primo documento che fa memoria di Pietra e la indica come il “Feudo dei due soldati” (dal latino Petra Feudum II Militum) appartenente alla Contea di Civitate del Conte Filippo di Civitate.

La tradizione narra che Pietramontecorvino come agglomerato cittadino distinto ed identificabile, sorse in seguito alla parziale distruzione di Monte Corvino avvenuta nella prima metà del XII secolo ad opera di Ruggiero il Normanno. La popolazione di Monte Corvino cercò rifugio nelle grotte della Preta oltreché a Motta ed a Volturino.

E’ verosimile ipotizzare che la posizione strategica dell’antico nucleo di Pietra, la presenza di acqua e dei boschi abbiano indirizzato la localizzazione e favorito l’insediamento di pastori e contadini, nelle grotte scavate nel tufo, probabilmente prima della stessa Monte Corvino.

Sull’area di Montecorvino, dove sorgono l’antica torre e i resti della cattedrale che fu dimora di Sant’Alberto, solo recentemente è stato posto il vincolo archeologico. La sesta campagna di scavi, svolta nel 2011 sotto l’egida del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Foggia, ha portato alla luce una seconda torretta castrense con cisterna, una piccola chiesa signorile, delle torri che fiancheggiavano l’ingresso dell’antica cattedrale, nuovi ambienti episcopali e diverse sepolture e fosse granarie. Le campagne svolte finora stanno ricostruendo, accanto agli imponenti resti della torre castrale (la cosiddetta “sedia del diavolo”), l’intera planimetria della cattedrale e del castello che dominava un insediamento di età bizantina (inizi XI secolo) con funzione di castrum e di importante sede vescovile. Sono numerosissimi i reperti mobili ritrovati: dai blocchi decorati della cattedrale a intonaci dipinti, maioliche, vetri decorati, anelli, monete bronzee, punte di frecce, attrezzi da lavoro.

Nel sito archeologico di Montecorvino sono riemerse le tracce evidenti di una lunga cinta muraria a difesa dell’antico insediamento medievale. L’area, posta su un rilievo ubicato al centro del triangolo descritto dagli skyline di tre paesi (Pietramontecorvino, Volturino e Motta Montecorvino), è caratterizzata dalla maestosa presenza della cosiddetta ‘Sedia del diavolo’, la torre alta 24 metri che poggia su una base quadrangolare di 120 metri quadrati. La costruzione, dopo diversi crolli subiti negli ultimi decenni, si presenta divisa e aperta in senso longitudinale. Tutti gli ultimi ritrovamenti indicano che la Torre è solo uno degli elementi di un vero e proprio castello. Il ritrovamento di alcuni pregevoli manufatti di ceramica invetriata, per la particolare fattura di raffigurazioni e colori, è la prova della ricchezza e della vitalità del castrum di  Montecorvino. 

Il culto di Sant’Alberto risale al XII secolo, la città e la diocesi di Montecorvino onorano il loro Vescovo S. Alberto con culto pubblico sin dalla sua morte. In seguito alla definitiva distruzione di Monte Corvino il culto di Santo Alberto fu continuato dai cittadini di Pietra, Motta e Volturino che avevano raccolto l’eredità e la memoria storica dell’antica Monte Corvino.

La tradizione vuole che S. Alberto, apparso in sogno a due donne di Pietra, consigliasse di effettuare un pellegrinaggio penitenziale ai ruderi di Monte Corvino. Così il 16 maggio 1889 il popolo di Pietra, insieme ai fedeli provenienti da Motta e Volturino, si incamminò verso Monte Corvino con la statua di S. Alberto portata a spalla. La pioggia tanto desiderata arrivò subito dopo il ritorno in paese, come affermarono gli stessi agricoltori, quell’anno si raccolse “più grano che paglia”. Da allora, ogni anno, il 16 maggio la statua di S. Alberto viene portata in processione a Montecorvino fino ai ruderi dell’antica Cattedrale. La statua del Santo e’ accompagnata lungo tutto il percorso dai caratteristici palij: lunghi fusti di alberi ricoperti di fazzoletti multicolori, portati eretti da una squadra di persone. Il palio (altezza di metri 10) veniva addobbato 3-4 giorni prima della festa con fazzoletti e scialli, tenuti insieme con fasce per neonati ,raccolti casa per casa e che venivano restituiti dopo la festa.

Lunghezza percorso: 7 km

Durata a/r: 2 ore,30 minuti

Altitudine:  478 metri s.l.m.

Itinerario: Storico – Culturale – Naturalistico

Periodo: Primavera – Estate – Autunno

Grado di difficoltà: T (Turistico)

Equipaggiamento: Scarpe comode, scorta d’acqua, pantaloni lunghi, cappello, abbigliamento a strati idoneo alla stagione in corso, binocolo e macchina fotografica.

Prezzo: 5 euro a persona (minimo 10 partecipanti) 

Il prezzo comprende: Accompagnamento, guida e supporto logistico.

Il prezzo non comprende: Trasporto, assicurazione RCT. 

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