La Diga di Occhito

Il lago di Occhito è in realtà un grande invaso artificiale, il più grande lago artificiale d’Italia e il secondo in Europa. Esso fu costruito sul finire degli anni ‘50 per sopperire alla cronica mancanza d’acqua del territorio foggiano, con uno sbarramento del torrente Fortore all’altezza dell’abitato di Carlantino, ai confini con il Molise. Esso ha una lunghezza di circa 12 km e appartiene per metà alla Provincia di Foggia e per la restante alla Provincia di Campobasso. Alla sua creazione viene attribuito l’innalzamento del tasso di umidità nelle zone circostanti, soprattutto nel Foggiano, il cui clima era famoso per l’eccessiva secchezza, che fu infatti la causa che costrinse Padre Pio a trasferirsi a San Giovanni Rotondo.

 

La zona del lago di Occhito presenta un ambiente tipico delle zone pre-appenniniche. Terreni coltivati che arrivano a lambire le sponde del fiume, e piccoli boschi di latifoglie, sparsi tra una cultura agricola e un’altra. Lungo la zona umida si trova la tipica vegetazione fluviale con boschetti di pioppi e macchia mediterranea. Molte sono le specie di rilevante interesse botanico, tra cui è da rilevare la presenza di numerose specie di orchidee selvatiche. Tutta la zona costituisce un’importante luogo di sosta, rifugio e riproduzione per numerosi animali, e variegato è il patrimonio faunistico esistente. La zona costituisce un habitat naturale particolarmente indicato per varie specie di mammiferi. Tra questi in particolare il lupo è stato segnalato in diverse località. Si possono trovare inoltre molti rettili (cervone, biacco, biscia, natrix, saettone e vipera), insetti (coleottero cerambicidae, mantide e libellula) e farfalle, uccelli (airone rosso, civetta, barbagianni, pipistrello, allocco, airone cenrino, rondine, nibbio, poiana, folaga), tra cui molti rapaci e uccelli acquatici, oltre a varie specie di pesci ed anfibi presenti nel lago (granchi, ramarro, rana, raganella, lucertola, cavedano, tinca e trota).

Nella zona naturalistica vengono realizzati percorsi di educazione all’ambiente che siano in grado di sensibilizzare ed educare i visitatori al rispetto della natura, alla valorizzazione delle ricchezze esistenti, all’acquisizione del senso di orientamento, alla comprensione del ciclo biologico. Le attività svolte hanno come particolare interesse l’acqua, l’oro blu del terzo millennio e le tematiche ad essa collegate, il ciclo dell’acqua, gli usi dell’acqua, l’inquinamento, il risparmio idrico, la sete nel mondo, la privatizzazione dell’acqua. I visitatori potranno effettuare escursioni libere oppure visite guidate.

Le visite guidate prevedono una presentazione della diga di Occhito, con approfondimenti sul funzionamento degli impianti, ed eventualmente, su prenotazione, visita degli stessi. Si prosegue con la presentazione della parte naturalistica, camminata panoramica e accesso all’area giochi.                                                                                                               

Sono previste inoltre attività di laboratorio all’interno dell’aula azzurra, struttura capace di ospitare al coperto i gruppi in visita per svolgere incontri, proiezioni, lezioni, osservazioni, ricerche, ecc.

POSIZIONE GEOGRAFICA: Italia, Puglia, Comune di Carlantino, confine regioni Puglia e Molise.

ESTENSIONE: 13 kmq. circa.

VINCOLI DI PROTEZlONE: Vincolo Paesaggistico ed Idrogeologico.

ACCESSO AI DISABILI: In parte

GRADO DI DIFFICOLTA’: T (Turistico)

ITINERARIO: Naturalistico

VISITE:

Il servizio visite è curato da società terze solo su richiesta e per un minimo di 8 persone.

Per le visite individuali è previsto un contributo spese di euro 7,00 a persona. Per i gruppi di oltre 15 persone di qualsiasi età il costo è di euro 5,00 a persona.

Articoli correlati:

Commenti chiusi