Riserva naturale Salina di Margherita di Savoia

La riserva naturale Salina di Margherita di Savoia, conosciuta anche come Saline di Barletta, è un’area naturale protetta della Puglia istituita nel 1977.

L’attuale Salina di Margherita di Savoia è situata lungo una fascia costiera, nella parte settentrionale della Puglia, che va dal territorio di Barletta a sud e termina a nord tra quello di Zapponeta e quello di Manfredonia. Le saline si affacciano nell’Adriatico con i suoi 20 km di lunghezza e 5 km di larghezza, con una produzione media annua di circa 5.500.000 quintali di sale, è la prima d’Europa e le seconde nel mondo. All’interno e’ presente il Museo storico delle Saline, sito in un vecchio magazzino del sale adiacente alla cinquecentesca Torre delle Saline. All’interno della riserva si trova anche l’Osservatorio naturalistico “Salpi” in gestione alla “LIPU” (Lega Italiana Protezione Uccelli).

Storia

La presenza di saline naturali rese nota la località sin dai tempi più antichi. Conosciute già nel terzo secolo d.C., la salina fu poi utilizzata dai normanni. Sul finire del XVI e l’inizio del XVII secolo cominciò o meglio si intensificò un movimento di ritorno da parte dei salinari alle saline, sebbene la fiorente e fruttuosa industria salinara mai cessò di esistere. Nel Settecento la Salina fu acquisita dai Borbone, e chiamata Salina di Barletta, che la ritennero “la più preziosa gemma della loro corona” e tornò ad una gestione pubblica. Nel 1754 vi fu l’ammodernamento e l’ampliamento delle Saline, avvenuto anche con la creazione di nuove zone salanti, come quella denominata della Regina. Dopo l’unità d’Italia, la popolazione salinara, elesse una propria amministrazione autonoma. Il toponimo del paese venne anche modificato nel 1879 in Margherita di Savoia, in onore della regina consorte d’Italia, moglie di Umberto I.

Nel Novecento vi fu una progressiva industrializzazione delle saline. Negli anni ’30 fu progettato un avveniristico magazzino da parte di Pier Luigi Nervi. Passò poi ai Monopoli di Stato, dal 1994 ad AtiSale e nel 2003 alla Società Salapia Sale srl.

Fauna

La fauna è spiccatamente ornitica, anche se non è da trascurare la presenza ittica, memoria di quando alcune vasche erano adibite all’allevamento del pesce e la presenza di pipistrelli, attirati nell’area dall’abbondante presenza di insetti.

Altri mammiferi che frequentano la salina sono la Volpe e la Donnola, quest’ultima osservata proprio presso le strutture dell’Osservatorio naturalistico.

La potenzialità faunistica delle saline è dovuta in gran parte alla presenza di una serie di vasche a crescente salinità e differente profondità che consentono di soddisfare le esigenze di differenti specie.

Le saline costituiscono uno straordinario habitat soprattutto per la sosta e lo svernamento dei limicoli (piccoli uccelli che si muovono dove l’acqua è meno profonda in cerca di piccole prede quali molluschi, larve e vermi) trai i quali il Piovanello pancianera che a volte supera i 10.000 individui, il Gambecchio, l’Avocetta, il Chiurlo e anche il rarissimo Chiulottello specie in assoluto rischio di estinzione dell’intero Paleartico. Tra gli anatidi è di rilievo la presenza di un curioso uccello dal becco rosso, la rara Volpoca (così detta per l’abitudine di nidificare nelle cavità scavate nel terreno da volpi e conigli) ed il Fischione, purtroppo oggetto di bracconaggio ancora presente nella zona. A questi uccelli si aggiungono per interesse la presenza invernale di Spatole, Gru, Aironi bianchi maggiori, e di piccoli gruppi di Oche che un tempo si riversavano a migliaia ricoprendo le aree incolte ai margini della riserva.

Tra i nidificanti in fine il Cavaliere d’Italia, l’Avocetta, il Fratino, il Fraticello, la Sterna zampenere, la Pernice di mare, il Gabbiano roseo, il Gabbiano corallino oltre all’ormai famoso Fenicottero rosa che ormai costantemente al di sopra del migliaio di individui ha costituito proprio nella salina una delle più importanti popolazioni europee di questa specie.

Flora

Le paludi sono ambienti di notevole interesse naturalistico, tra i più produttivi e ad altissima biodiversità.

Per questi motivi, ed a causa della drastica riduzione subita negli ultimi sessanta anni a causa della bonifica, sono da tempo all’attenzione degli organi di conservazione ed oggetto di convenzioni e trattati internazionali perché ancora fortemente minacciati. Questi ambienti, in gran parte situati nelle zone costiere in corrispondenza degli ultimi tratti di fiumi e torrenti, sono in genere caratterizzati da una ricca vegetazione idrofila ed igrofila oltre che acquatica. La composizione floristica varia a seconda del grado di salinità, anche se vi sono specie eurialine come la Lenticchia d’acqua, che colonizzano sia le acque dolci che quelle salmastre. Tra le specie tipiche di questi habitat troviamo la Canna di palude, la Mazze sorde, il Giunco, la Tamerice, ecc.

I suoli prossimi alle paludi costiere salmastre. cosiddetti “terreni salsi” poiché ricchi di sale che, danno origine ad una interessante formazione vegetale: il Salicornieto. Questo tipo di prateria molto particolare, riconosciuta dalla Comunità Europea come habitat prioritario, è costituita da specie Alofile (amanti del sale) con una dominanza delle Chenopodiacee, in particolare la Salicornia, frutice con rami carnosi, un tempo utilizzati anche per l’alimentazione.

POSIZIONE GEOGRAFICA: Italia, Puglia, Comune di Margherita di Savoia, provincia B.A.T. (Barletta, Andria, Trani).

ESTENSIONE: 4000 ha di cui 3500 di superficie evaporante e il restante di zona salante.

VINCOLI DI PROTEZlONE: Vincolo Paesaggistico ed Idrogeologico.

ACCESSO AI DISABILI: Si

GRADO DI DIFFICOLTA’: T (Turistico)

ITINERARIO: Naturalistico

VISITE:

La visita alla Zona umida e alla Salina di Margherita di Savoia si effettua su prenotazione e previa autorizzazione. Bisognerà essere muniti di mezzo proprio e prevede un percorso che varia da 10 a 20 chilometri.

L’ingresso è gratuito, la guida obbligatoria. Il costo orario della guida, una per ogni mezzo di trasporto, prescinde dal numero di persone che compone il gruppo.

Solo per i mezzi di trasporto omologati fino a sette persone, sarà possibile utilizzare una guida per due automezzi, in questo caso la spiegazione sarà concentrata nelle sole fermate.

  • Costo guida: € 20,00 ad ora ogni gruppo per ogni mezzo di trasporto
  • Costo guida: + accompagnamento e prenotazione € 30,00 ad ora ogni gruppo per ogni mezzo di trasporto

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