Bovino e dintorni

Riconosciuto come uno dei Borghi più belli d’Italia, si erge sulle alture del Subappennino Dauno, fitte di boschi e sorgenti d’acqua; da qui si domina con la vista il paesaggio circostante, la valle del Cervaro e il Tavoliere, fino a scorgere il mare Adriatico.

La sua posizione strategica ne ha sempre fatto un crocevia importante, oltre che un obiettivo militare.

Nei pressi del paese attuale sorgevano i primi insediamenti dei Dauni e la greca Bonion. Nel 318 a.C. i Romani la rasero al suolo durante le guerre sannitiche, per poi riedificarla col nome di Vibinum e renderla un prestigioso municipio con terme, acquedotto, monumenti e orti, posizionato lungo l’unica via consolare che collegava la Puglia a Roma.

A conferma della sua importanza strategica, fu in questi luoghi che Annibale si accampò prima di sconfiggere i Romani nella battaglia di Canne. Anzi, c’è chi sostiene, sulla base di alcuni indizi letterari ed archeologici, che la battaglia di Canne fu in realtà combattuta proprio da queste parti, nella valle del Celone.

Fu poi distrutta o conquistata da Bizantini, Saraceni, Normanni, Francesi, per non parlare dei terremoti del 1456 e del 1851.

In particolare, i Bizantini fortificarono tutta la zona, che assunse funzioni di difesa, e lasciarono segni anche nelle costruzioni religiose, come il Duomo, dichiarato monumento nazionale nel 1970. Fu costruito nel 905 e rappresenta il più antico esempio di Romanico Pugliese, seppur con aspetti gotici e barocchi dovuti a successivi restauri. Ricca di tesori d’arte, Bovino è soprannominata “la Urbino del Sud”.

Per costruirlo furono usati resti di templi pagani, delle terme romane o di costruzioni precedenti, così come per la Chiesa di San Pietro, sorta intorno al 1100 sulle rovine di un tempio romano, e il santuario di Santa Maria in Valleverde, anch’esso ricco d’arte e di storia.

All’interno del duomo, o cattedrale di Santa Maria Assunta, è conservato, in un reliquiario d’argento, un frammento della spina della corona di Gesù Cristo, insieme ad altri reperti di minore importanza, che fanno pensare all’esplosione del traffico di reliquie dall’XI secolo in poi.

I Normanni costruirono il Castello, poi ampliato dai duchi di Guevara, che divennero i feudatari del luogo nel XVI secolo. Essi lasciarono il segno con opere architettoniche e ospitando nel castello illustri personaggi come segno del loro prestigio, come Benedetto XIII, Giovanbattista Marino, Maria Teresa d’Austria, Luigi Vanvitelli.

Dopo l’Unità d’Italia nel 1861, anche a Bovino, come nel resto del meridione, non seguì subito la consapevolezza dell’unità da parte della popolazione, che rimase ostile al cambiamento e favorì i partigiani borbonici contro i Piemontesi considerati invasori, generando una vera e propria guerra civile. Bovino, con le sue valli, fu protagonista del brigantaggio:infatti imperversavano in queste zone i briganti della banda Schiavone, mentre la stessa Bovino fu conquistata dalle bande di Carmine Crocco.

Bovino è anche conosciuta come la città degli ottocento portali in pietra, che qui abbelliscono quasi ogni abitazione privata.

 

 

A 8,5 chilometri da Bovino si erge il borgo di DELICETO. In origine era un antico villaggio fondato dai longobardi. Nel XII secolo appartenne alla famiglia Drago e ai conti di Civitate. Furono feudatari di Deliceto i Caprosia, i San Giorgio, gli Azzaroli, i de Sandro e infine la famiglia Miroballo. Nel secolo XVIII il monaco napoletano Alfonso de’ Liguori, dell’Ordine del SS. Redentore, da lui stesso fondato, vi costruì un convento dedicato a Santa Maria della Consolazione, che divenne celebre per la santità dei costumi e per la grande erudizione dei frati. Nell’anno 1750 fu ospite di questo convento frate Gerardo Maiella che vi dimorò sino al 1754.

Da visitare la Chiesa Madre, ricostruita nel 1800, si presenta con pianta a croce latina e a tre navate. All’interno si possono ammirare alcune pregevoli tele, fra le quali La Pentecoste del 1639 e il Beato Benvenuto. La torre campanaria risale al XIV secolo. Il Castello è monumento nazionale dal 1902. La sua costruzione iniziò nella seconda metà dell’XI sec., in epoca longobarda, per poi subire ampliamenti e rimaneggiamenti in epoche successive. Il Convento della Consolazione famoso per essere il luogo dove Sant’Alfonso Maria dei Liguori compose “tu scendi dalle stelle”, si trova ad un paio di chilometri dal centro abitato; la sua costruzione ebbe inizio nel 1700. Qui visse per alcuni anni, oltre a Sant’Alfonso, San Gerardo Maiella. Nonostante i rimaneggiamenti subiti nel corso dei secoli, il convento presenta ancora pregevoli testimonianze artistiche; in particolare, all’interno della chiesa, alcune belle tele del 1700, opera del pittore Domenico Caso, la Sacra Tavola della Madonna della Consolazione del XV secolo e l’Altare Maggiore, in marmo policromo, del 1787. Chiesa e Convento di Sant’Antonio, la sua costruzione cominciò agli inizi del XVI secolo. La chiesa, in stile barocco, è a tre navate con sei cappelle laterali. Si segnalano, oltre ad alcune tele di Benedetto Brunetti (XVII secolo), la preziosa statua lignea di San’Antonio ed il bellissimo organo a canne del 1775. Il Convento è, invece, a forma quadrata su due piani e possiede un bel chiostro, lungo il cui perimetro scorre una fila ininterrotta di portici.

Tipologia di itinerario: Culturale

TARIFFE INTERA GIORNATA:

DA 1 A 20 PERSONE: € 5,00 a persona

PER GRUPPI FINO A 50 PERSONE: € 3,00 a persona

BAMBINI UNDER 10 ANNI: GRATIS

N.B.: Per richieste di gruppi scolastici verranno effettuati dei preventivi personalizzati.

Per pranzi con menu turistici presso ristoranti convenzionati oppure per altri servizi turistici (pernottamento, acquisto di prodotti tipici e souvenir, servizio taxi, ecc.) non esitate a contattarci.

 

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