Faeto e dintorni

Faeto

Immerso nel verde dei boschi, il piccolo borgo rappresenta, con la vicina Celle di San Vito, un’oasi linguistica franco-provenzale, conseguenza della colonizzazione promossa da re Carlo I D’Angiò nella seconda metà XIII, cui si lega la sua origine: vi si stabilirono le famiglie dei soldati del suo esercito dopo l’assedio a Lucera. Il paese, rinomato per il suo prosciutto a cui dedica una gustosa sagra la prima domenica di Agosto, ottenuto dal maiale nero autoctono, è un concentrato di angusti e tortuosi vicoli. Si visitano la chiesa madre SS. Salvatore (1570) e la Casa del Capitano (1500), impreziosita da una interessante bifora. È la sede del museo etnografico, dove sono esposti costumi tradizionali, attrezzi da lavoro e arnesi per preparare pane e pasta, suppellettili e mobilio d’epoca. In piazza Rubino si erge il provenzale, un  monumento alle radici storiche del paese: l’opera, su cui sono incise frasi in lingua provenzale, è costituita da un trittico in marmo e bronzo, nel cui panello centrale è raffigurato un guerriero angioino. Seguendo Via Le Cesi Seconda, si giunge al bel vedere: un ampio terrazzo dal quale è possibile ammirare un panorama che spazia dal tavoliere ai monti del Gargano e al golfo di Manfredonia.

   

Celle di San Vito

E’ il più piccolo comune dell’area dei Monti Dauni Meridionali. Da Monte San Vito, adiacente al piccolo paesino, è possibile ammirare il sottostante Tavoliere.  L’origine del suo nome deriva da un eremo abitato da monaci ospitati nelle cosiddette “celle”. Verso il 1345 fu una colonia francese, venuta al seguito di Carlo d’Angiò, ad insediarsi in questi luoghi. A distanza di tanti secoli, testimonianza di quest’insediamento è la lingua franco-provenzale parlata ancora oggi nel paese.

Giunti all’ingresso del paese vi è la Fontana con i lavatoi pubblici, un tempo frequentati dalle donne del paese e oggi raramente usati. Mentre le piccole viuzze e la “particolarità” delle stradine che si insinuano tra le case caratterizzano l’abitato. Nel centro medievale è presente la Chiesa dedicata a Santa Caterina del sec. XIX; con la facciata incorniciata da due torri campanarie, di cui una con orologio. Intorno vi sono boschi, sorgenti d’acqua e vasti scorci panoramici sulla piana del Tavoliere, nelle belle giornate è anche possibile scorgere il mare Adriatico e il golfo di Manfredonia. Mentre lungo la via Traiana – Egnathia si trova la caratteristica Chiesa di San Vito (Taverna Marchese Maresca).

Itinerario: Storico – Religioso – Enogastronomico  Durata: intera giornata Periodo: tutto l’anno Grado di difficoltà: T (Turistico) Equipaggiamento: Scarpe comode, scorta d’acqua, cappello, abbigliamento a strati idoneo alla stagione in corso, macchina fotografica. Prezzo: 8 euro a persona (minimo 10 partecipanti)  Il prezzo comprende: Accompagnamento, guida,  Il prezzo non comprende: Trasporto, assicurazione RCT  

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