Sant’Agata e dintorni

Sant’Agata di Puglia sorge su un rilievo di circa 800 metri s.l.m., da cui si possono osservare il Tavoliere e le valli circostanti; il suo borgo, dominato dall’alto dal castello come nella tradizione dei borghi medievali, con le sue suggestive vie strette e ripide, segue l’orografia dei rilievi su cui è adagiato, disegnando una caratteristica forma conica.

La sua origine è da collegarsi alle fortificazioni che i Romani attuarono in questa zona, insieme al ponte sul fiume Calaggio, che serviva per collegare la via Traiana, ramo della via Appia, con le vie Herculea e Herdonea, non lontano dal quale venne costruita una stazione di posta che poi divenne il monastero di S. Antonio Abate, nonché una rocca chiamata Artemisium, che nei secoli si trasformò in un accampamento; questo prese il nome di Sant’Agata quando, nel 592, le reliquie della santa vennero trasportate da Catania a Roma.

Dopo essere stata l’ultimo baluardo longobardo nel ducato di Benevento, la rocca di Sant’Agata, che nel frattempo si era ingrandita diventando un distretto militare strategico per via della posizione dominante, fu presa dai Normanni nella seconda metà del XI secolo.

Con l’arrivo degli Svevi le mura furono rinforzate, mentre il paese cresceva ai piedi del castello.

Con la successiva dominazione angioina il castello mantenne le sue funzioni, anzi nel 1396 il viceré vi convocò un parlamento per il bene pubblico, al quale parteciparono i baroni che avevano sostenuto la fazione angioina.

Sotto gli Aragonesi il castello fu di proprietà della potente famiglia Orsini, poi successivamente dei Loffredo e dei Del Buono, quando ormai il Regno delle Due Sicilie si era unito nel Regno d’Italia.

L’importanza di Sant’Agata, che in passato ha raggiunto anche gli 8000 abitanti, e la sua eleganza sono testimoniate dalle numerose chiese, tra cui quelle di S. Nicola, S. Andrea e S. Michele, nonché dai palazzi gentilizi.

Nel 2002 Sant’Agata di Puglia ha ottenuto la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, marchio di qualità per piccoli comuni che si distinguono nella valorizzazione delle risorse locali, nella conservazione del territorio e nella cultura dell’accoglienza.

Cosa Visitare:

Chiesa Matrice di San Nicola

Di impianto normanno, appare per la prima volta nei documenti del 1162; fu ricostruita nei primi anni del 1500 e continuamente arricchita sino al 1901. Mostra oggi le sue forme barocche impreziosite dalle numerose decorazioni in stucco: nella navata centrale, sopra i grandi archi, rilievi in stucco simulano colonne a capitello corinzio; ed ancora ovali, teste di angeli, medaglioni con palme attorno alle nicchie ed ai dipinti; un largo e saldo cornicione orna inoltre le mura e fa da base alla vasta volta arcuata.

Notevole la cripta, divisa in tre parti: la prima, più grande, con volte a botte ed immagini della Passione e della morte di Gesù; la seconda parte, quadrangolare, presenta quattro costoloni poggiati su basse colonnine che dividono la volta in vele quadrangolari. La terza parte è costituita da un’unica volta a botte e arricchita da decorazioni in stile barocco.

Museo Parrocchiale

Situato all’interno della Chiesa Matrice di San Nicola, nei locali adiacenti alla cripta, raccoglie arredi ed oggetti sacri.

Castello

Il Castello Imperiale è il simbolo di Sant’Agata di Puglia, la cui lunga e travagliata storia si sovrappone a quella dello stesso paese.

Fu roccaforte di controllo militare sulla valle del Calaggio in epoca bizantina e longobarda, e nella seconda metà del 1000 passò sotto il dominio Normanno. Dopo un periodo sotto la casata di Svevia, il castello passò agli angioini e agli aragonesi. Sotto Alfonso d’Aragona la struttura fu in mano agli Orsini, che apportarono le prime modifiche per trasformare la fortezza in residenza ducale. La Signoria di Sant’Agata insieme al castello fu poi venduto nel 1576 dagli Orsini ai Loffredo.

A poco a poco la rocca modificò le sue caratteristiche difensive trasformandosi in una residenza abitativa, e tale rimase fino alla metà dell’Ottocento, finché non fu abbandonato. Nel 2000 il castello fu acquistato dal Comune, divenendo così un bene pubblico. 

Chiesa di S’Andrea

E’ la chiesa più antica di Sant’Agata. La sua prima costruzione risale infatti al VII sec. Fu poi ricostruita nel 1542, contiene al suo interno vere preziosità: i due altari in pietra rossa, la statua della Madonna di Costantinopoli del 1300 e quella dell’Aiuto del 1700, il coro tardo rinascimentale riccamente intagliato, il crocifisso ligneo del 1600.

Chiesa Dell’Angelo

La chiesa originaria nacque in epoca longobarda, sul finire del VII sec. Più volte demolita, fu ricostruita nel 1938. Degna di menzione è la pala dell’altare del 1400 attribuita alla scuola del Beato Angelico. 

Museo Civico

Contiene reperti di epoca neolitica, romana, e medioevale. 

Convento Sant’Antuono

Suoi ruderi sorgono imponenti a circa 10 chilometri dal centro abitato. Costruito in epoca romana, fu nei secoli adibito a vari usi. 

Frantoio del 1600

La sua struttura quasi intatta rappresenta senza dubbio una preziosa testimonianza della civiltà contadina. 

Ponte romano

Fu costruito dai romani per attraversare il fiume Calaggio che nei secoli ha poi deviato il suo corso.

 

Itinerario: Culturale – Paesaggistico 

Durata: intera giornata

Periodo: tutto l’anno

Grado di difficoltà: T (Turistico)

Equipaggiamento: Scarpe comode, scorta d’acqua, cappello, abbigliamento a strati idoneo alla stagione in corso, macchina fotografica.

Prezzo: 5 euro a persona (minimo 10 partecipanti) 

Il prezzo comprende: Accompagnamento e guida. 

Il prezzo non comprende: Trasporto, assicurazione RCT

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