Accadia e dintorni

Accadia è un comune, alto 650 metri sul mare, posto al confine con la Campania; non a caso è stata a lungo considerata più del territorio dell’Irpinia che dell’agro pugliese, ed è uno degli ultimi comuni entrati a far parte della provincia di Foggia.

 

Il suo nome sembra derivare dall’acqua, visto che la zona è ricca di fonti naturali, oltre che dal nome che possedeva all’inizio della sua storia. Le sue origini sono antichissime: abitata fin dalla preistoria, come dimostrano alcune grotte del rione Fossi, viene in seguito abitata dai popoli Dardani e Peligni in seguito ai frequenti spostamenti dell’epoca. Si può identificare il luogo da loro occupato con la città Irpinia di Accua, dal tempio in onore della Grande Madre Eca.

Occupata da Annibale durante la Seconda Guerra Punica, fu poi riconquistata da Quinto Fabio Massimo nel 224 a.C., e distrutta quasi 150 anni dopo, nell’88, da Silla durante la Guerra Sociale.

Dalla città distrutta gli abitanti si insediarono sui colli circostanti fondando numerosi villaggi, tra i quali acquista importanza quello di Acca Dia, che inizierà a svilupparsi in città con i Longobardi e i Bizantini. Questi ultimi dotarono la zona di mura e castello, rimasto in piedi fino al 1462, quando Accadia resistette per ben 19 giorni all’assedio di Ferdinando II d’Aragona che, una volta conquistata la città, ne fece celebrare il valore in due pannelli della porta bronzea del Maschio Angioino di Napoli.

Da allora si succedettero numerosi feudatari, tra cui i più importanti furono i Recco e i Dentice, fino alla soppressione della feudalità da parte di Giuseppe Bonaparte.

Caratteristico di Accadia è il rione Fossi, esempio di antica architettura contadina: un gioiello che aspetta solo di essere valorizzato, con molte delle abitazioni scavate nella roccia come nei più famosi “Sassi” di Matera.

Il rione Fossi con le sue viuzze si sviluppa a raggiera intorno alla chiesa matrice dei Santi Pietro e Paolo; inoltre si possono vedere i resti della cinta muraria e il palazzo ducale.

Importante è anche la chiesa del Carmine, posta sul monte Crispignano a 1100 metri d’altezza, risalente al XIII secolo ma più volte ricostruita, l’ultima volta nel 1969 dopo uno dei tanti terremoti che hanno colpito questa zona.

 

Cosa visitare

Rione Fossi

Cuore di Accadia il Rione Fossi è un gioiello di urbanistica, che rappresenta l’aspetto più affascinante del paese per il tipo di abitazioni, molte delle quali come i celebri “Sassi” di Matera, scavati nella roccia. Esso costituisce nel suo insieme l’antico borgo: vicoli e fabbricati raccolti a raggiera intorno all’antica Chiesa Matrice. Il borgo rappresenta un importante esempio architettonico di antica civiltà contadina e merita di essere visitato per la caratteristica forma a chiocciola, per la sapiente rete viaria, per le ultime vestigia dell’antica Chiesa Matrice e del palazzo ducale dei Recco e dei Dentice, per i resti della cinta muraria e di una torre, per le sparse testimonianze della civiltà contadina. Il borgo sarà progressivamente abbandonato a seguito dei terremoti del 1930 e del 1962. A partire dagli anni ’80 sono stati effettuati importanti interventi di recupero e di consolidamento del rione. 

Fontana Monumentale

Costruita agli inizi del XIX sec. si presenta come un piccolo “pantheon” sostenuto da quattro colonne in pietra locale. L’opera fu eretta sotto il regno di Ferdinando II nel 1836, come si evince dall’epigrafe posta sul fronte. Fu edificata a coronamento della realizzazione del locale acquedotto, uno dei più antichi. Su di essa spicca un pannello bronzeo raffigurante l’assedio del 1462, durante il quale gli abitanti di Accadia resistettero strenuamente per ben 19 giorni all’assedio delle truppe aragonesi e nel 1987 sulla facciata interna furono collocati un antico stemma in pietra di Accadia, datato 1701. 

Torre civica

Alta 10 metri e larga 6, inaugurata il 1° Marzo 1883. La facciata è di mattoni rossi di Molfetta e travertino locale. La base è di pietra martellata. Al di sotto del primo cornicione è scolpito lo stemma di Accadia. Al centro è collocato un bassorilievo di marmo bianco, fedele riproduzione di quello di bronzo del Maschio Angioino di Napoli. 

Museo Civico

In uno storico palazzo di via Borgo, risalente al 1700 e di proprietà della famiglia Vassalli, in passato adibito a Caserma dei Carabinieri ed ora acquistato dal Comune. Inaugurato il 14 Agosto 1999, il museo raccoglie reperti archeologici di diverse epoche, nonché reperti dell’antica civiltà contadina ed artigiana. L’istituzione di questo museo è stato il frutto degli studi dell’Esimio Prof. Erminio Paoletta, il sito museale conserva la sua struttura originaria con le caratteristiche volte a botte o a crociata, le sue cantine scavate nella “suta” (arenaria). Al piano superiore è stata allestita la Biblioteca Comunale.

Santuario della Madonna del Carmine

A nord-est di Accadia, sul monte Crispignano, a 1.105 metri s.l.m., si erge il Santuario. Le sue origini si pongono tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo. Dalla parte opposta all’ingresso principale si trova la grotta con la roccia spaccata in cui, si narra, apparve la Vergine Maria a un pastorello. Sul luogo dell’apparizione della Madonna venne eretta una croce e in seguito fu costruita una cappella. Essa, però, rovinò parzialmente, perché, si diceva, non era stata fatta coma la Vergine voleva e cioè con l’abside verso i monti e l’entrata verso la pianura. Nel 1694 il Duca di Accadia, don Giuseppe Rocco, per sua devozione, e per le esigenze dei pellegrini che continuavano a visitare il luogo, ricostruì a sue spese la cappella facendola più grande e confortevole. La nuova chiesa prese il titolo di Maria Santissima del Carmine. Nel 1856 la signora Saveria Maselli fece dono alla chiesa di una statua che venne solennemente incoronata nel 1927. Le corone della Madonna e del Bambino, ornate di 87 pietre preziose, furono donate dagli Accadiesi residenti in America. La chiesa è stata interamente ricostruita nel 1969, dopo il sisma del 1962.

 

Aree di interesse Naturalistico: 

Bosco Paludi

È una delle zone verdi più suggestive dell’argo di Accadia, il bosco si estende su circa 155 ha. Lo strato arboreo è costituito da un ceduo semplice di rovella e di cerro, ai margini è possibile trovare anche piccole colonizzazioni di leccio. Fra le piante erbacee è notevole la presenza di numerose specie di orchidee selvatiche. Per rendere più fruibile le bellezze paesaggistiche ed ambientali del territorio sono stati individuati e resi percorribili sette sentieri  che attraversano l’argo di Accadia in tutte le direzioni. Percorrere questi sentieri significa soprattutto imparare a conoscere e apprezzare le innumerevoli e, in alcuni casi, rarissime specie vegetali e animali presenti in questi luoghi. Da ogni luogo è possibile ammirare panorami incantevoli e suggestivi.

Bosco Madonna Del Carmine

Circonda l’omonimo santuario e vi si trova una delle tante sorgenti d’acqua di cui è ricco il territorio di Accadia.

 

Itinerario: Culturale – Paesaggistico 

Durata: intera giornata

Periodo: tutto l’anno

Grado di difficoltà: T (Turistico)

Equipaggiamento: Scarpe comode, scorta d’acqua, cappello, abbigliamento a strati idoneo alla stagione in corso, macchina fotografica.

Prezzo: 6 euro a persona (minimo 10 partecipanti) 

Il prezzo comprende: Accompagnamento e guida. 

Il prezzo non comprende: Trasporto, assicurazione RCT

Articoli correlati:

Commenti chiusi