I borghi panoramici

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I monti della Daunia Settentrionale offrono scenari naturalistici di grande fascino. Si attraversa in principio un territorio collinare che sale man mano che ci si avvicina al confine con il Molise. Laghi, fiumi e boschi fanno da cornice a borghi medioevali. Tappe principali di questo percorso fra storia e natura sono: Pietramontecorvino, con i suoi edifici storici e i ruderi dell’antica Montecorvino, immersi nella campagna; Carlantino e Celenza Valfortore, al confine con il Molise qui segnato dall’invaso artificiale del Lago di Occhito; Monte Sambuco, a 7 chilometri a nord-ovest da Motta Montecorvino alto 981 metri; Volturino, è fra i paesi più alti della Puglia (735 metri) da cui si gode di un bel panorama sul Tavoliere fino al Golfo di Manfredonia; Sant’Agata di Puglia, sorge su un rilievo di circa 800 metri s.l.m., da cui si possono osservare il Tavoliere e le valli circostanti.

 

 

Montecorvino:

Le rovine della città sono adagiate su una collina al centro di splendidi paesaggi rurali, verdissimi in primavera e dorati d’estate. Nel sito archeologico di Montecorvino sono riemerse le tracce evidenti di una lunga cinta muraria a difesa dell’antico insediamento medievale. L’area, posta su un rilievo ubicato al centro del triangolo descritto dagli skyline di tre paesi (Pietramontecorvino, Volturino e Motta Montecorvino), è caratterizzata dalla maestosa presenza della cosiddetta ‘Sedia del diavolo’, la torre alta 24 metri che poggia su una base quadrangolare di 120 metri quadrati. La costruzione, dopo diversi crolli subiti negli ultimi decenni, si presenta divisa e aperta in senso longitudinale. Tutti gli ultimi ritrovamenti indicano che la Torre è solo uno degli elementi di un vero e proprio castello. Il ritrovamento di alcuni pregevoli manufatti di ceramica invetriata, per la particolare fattura di raffigurazioni e colori, è la prova della ricchezza e della vitalità del castrum di  Montecorvino. 

Celenza Valfortore:

L’abitato per secoli fu una delle tappe obbligate del regio tratturo Lucera-Castel di Sangro. Sorge su un poggio da cui si domina tutta la valle del Fortore e il lago di Occhito, esisteva già in epoca romana, come testimoniano alcuni ritrovamenti fatti nella zona. I feudatari Gambacorta vi costruirono, fra il 1467 e il 1519, un castello a pianta trapezoidale, trasformato successivamente in dimora gentilizia. Dall’originario edificio rimangono integre una delle due torri merlate e tre belle logge, oltre a un cortile coperto. La seconda torre fu incendiata nel 1799 dai rivoluzionari partenopei perché sede del carcere.

Il Borgo medievale si è conservato quasi integro, con le mura e due delle quattro porte di accesso: S. Nicolò e Porta Nuova. Quest’ultima conduce al Belvedere, che offre una magica vista sul lago di Occhito.

Il Museo archeologico Antiquarium comunale, nel cuore del centro storico, presso la sede del l’Archeoclub di via Carlo Rossi espone reperti preromani, romani e medievali rinvenuti nella zona. Fra questi il cippo graccano, su cui sono incisi i nomi di Marco Fulvio Flacco e Caio Sempronio Gracco e la modalità per assegnare equamente le terre conquistate da Roma, applicando la Lex Sempronia sulla piccola proprietà. 

Monte Sambuco:

Classica e bella escursione naturalistica da Motta Montecorvino (7 chilometri a Nord-Ovest) e il Monte Sambuco, una delle più alte del Subappennino Dauno. Si raggiunge in auto seguendo la strada per Celenza Valfortore fino al bivio per Castelnuovo della Daunia, dove si imbocca la strada che sale lungo le pendici del monte fra boschi di roverelle, aceri e cerri attrezzati anche con area pic – nic. Il panorama che si gode dalla sommità abbraccia, a Est, le colline digradanti verso il Tavoliere, a Ovest, parte dell’altopiano molisano con sullo sfondo la Maiella. Quando il cielo è limpido lo sguardo spazia fino all’Adriatico e alle Isole Tremiti. 

Volturino:

Fra i paesi più alti della Puglia, una terrazza naturale da cui si gode di un bel panorama sul Tavoliere fino al Golfo di Manfredonia. Sviluppato già in epoca romana, come testimoniano alcune epigrafi rinvenute sul territorio, la sua fondazione si lega all’infausto destino di Montecorvino. Il borgo è un saliscendi di stradine e scalinate fra edifici in cui le fasi medioevali e rinascimentali sono stati in molti casi nascoste da successivi rifacimenti. Tra le architetture più antiche è il Palazzo Baronale, a lungo appartenuto alla famiglia dei Montalto, mentre la Chiesa badiale di Santa Maria Assunta è stata eletta nel primo novecento sui resti di un precedente luogo di culto seicentesco, del quale resta un architrave con la raffigurazione degli apostoli. L’esterno in stile romanico a facciata monumentale decorata da un rosone e con un portale in pietra, di fianco, la Torre campanaria a base quadrata con un orologio del 1910. 

Sant’Agata di Puglia:

Il suo borgo, dominato dall’alto dal castello come nella tradizione dei borghi medievali, con le sue suggestive vie strette e ripide, segue l’orografia dei rilievi su cui è adagiato, disegnando una caratteristica forma conica.

La sua origine è da collegarsi alle fortificazioni che i Romani attuarono in questa zona, insieme al ponte sul fiume Calaggio, che serviva per collegare la via Traiana, ramo della via Appia, con le vie Herculea e Herdonea, non lontano dal quale venne costruita una stazione di posta che poi divenne il monastero di S. Antonio Abate, nonché una rocca chiamata Artemisium, che nei secoli si trasformò in un accampamento; questo prese il nome di Sant’Agata quando, nel 592, le reliquie della santa vennero trasportate da Catania a Roma.

 

Itinerario: Culturale – Paesaggistico

Durata: intera giornata

Periodo: Autunno – Primavera – Estate

Grado di difficoltà: T (Turistico)

Equipaggiamento: Scarpe comode, scorta d’acqua, cappello, abbigliamento a strati idoneo alla stagione in corso, macchina fotografica.

Prezzo: 8 euro a persona (minimo 10 partecipanti)

Il prezzo comprende: Accompagnamento e guida.

Il prezzo non comprende: Trasporto, assicurazione RCT

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