I percorsi del gusto: Orsara di Puglia

 

E’ l’enogastronomia il piatto forte di Orsara di Puglia. Nel paniere delle tipicità orsaresi, certificate dal marchio di “Cittaslow”, c’è una grande ricchezza di sapori testimoniata dal cacio ricotta caprino, dal pane di grano duro e da ben tre vini a Identificazione Geografica Tipica: “Il Tuccanese”, “Il Ripalonga” e “Ursaria”. Orsara di Puglia è un comune posto a 635 metri sul livello del mare. Secondo gli ultimi dati disponibili, il paese conta poco più di 3 mila abitanti. Di grande rilievo il patrimonio ambientale orsarese, con oltre milleduecento ettari di boschi, un sito di interesse comunitario (Sic) individuato nell’area che va dalla Valle del Cervaro al bosco Incoronata, in una zona bagnata dai torrenti Cervaro, Lavella e Sannoro.

Negli ultimi 15 anni, il paese ha cominciato a sviluppare con eccellenti risultati la propria vocazione al turismo di qualità. In primavera, e durante tutto il periodo estivo, le viuzze di pietra e le piazze orsaresi si animano grazie a un buon numero di eventi: le fiere dell’8 maggio, del 13 giugno e del 29 settembre; la Festa del Vino, con la Galleria Enogastronomica Orsarese, e la rassegna dedicata al jazz d’autore. Antichissima e suggestiva è la “Festa dei fuca coste e delle cocce priatorije”: qui la notte del 1° novembre è la più magica dell’anno, illuminata dai falò delle ginestre e dalle zucche artistiche, animata dalla musica, insaporita dalle tavole imbandite in ogni strada e piazza.

Il 5 febbraio 2007 Orsara di Puglia è stata promossa nel circuito di “Cittaslow”, rete internazionale delle città del buon vivere. Per gustare i prodotti orsaresi, dal pane al vino, dai funghi ai pomodori, dalle verdure al cacioricotta, bisogna sedersi a tavola senza fretta e dare al palato il tempo di assaporare ogni sfumatura di gusti ricchi, salubri, genuini. CittàSlow è un’idea nata nel 1999, in cui il fondatore di Slow Food, Carlo Petrini, assieme ai sindaci di Bra (Cuneo), Orvieto (Terni), Positano (Salerno) e Greve in Chianti (Firenze), fondò un movimento di cui oggi fanno parte 80 Paesi del mondo. Obiettivo di questa rete di comunità è quello di difendere le produzioni agroalimentari e le culture autoctone in un modello che mira a migliorare la qualità globale della vita, attraverso il cibo, la cultura e il sociale, l’urbanistica, l’ambiente, l’energia, i trasporti, il turismo, il mondo agricolo, la formazione dei giovani. Orsara di Puglia ha sottoscritto un codice condiviso di comportamenti concreti, il cui rispetto sarà verificato periodicamente.

L’8 febbraio 2010, Touring Club ha consegnato a Orsara di Puglia la Bandiera Arancione, marchio di qualità turistico e ambientale. Su 38 comuni pugliesi partecipanti all’ultimo bando, solo 4 paesi hanno avuto l’onore di affiancare Alberona e Sant’Agata di Puglia (i borghi che stanno confermando il riconoscimento dal 2002): assieme a Orsara di Puglia, infatti, sono stati premiati Pietramontecorvino, Alberobello e Cisternino.

Fra i 187 comuni pugliesi con meno di 15 mila abitanti, la Regione Puglia ha selezionato 20 paesi nei quali avviare “Hospitis”, un progetto pilota per realizzare concretamente l’idea dell’ospitalità diffusa. Orsara di Puglia è parte del progetto.

La Sacra Grotta di San Michele

Imponente e soave, custode della fede cristiana ed esempio del genio dell’architettura sacra, l’Abbazia di Sant’Angelo, oggi detta “dell’Annunziata”, è la prima storica costruzione che appare alla vista di chi raggiunge Orsara. Il complesso, immerso nel verde, comprende la Chiesa di San Pellegrino e la Chiesa dell’Annunziata. Ma l’elemento più importante e suggestivo è costituito dalla Grotta di San Michele, chiesa scavata nella roccia presumibilmente nel 200 dopo Cristo. Il tempio di pietra sorge all’interno di un anfratto naturale. Si tratta di uno tra i luoghi di culto più importanti e antichi del Mezzogiorno d’Italia. Vi si accede attraverso la cosiddetta “scalinata sacra”. All’interno si trovano iscrizioni latine e i graffiti lasciati dai pellegrini che transitavano per raggiungere il più noto Santuario di San Michele che si trova a Monte Sant’Angelo e da lì la Terrasanta. L’interno è formato da un’unica navata irregolare. Sul fondo è posto l’altare che accoglie la statua di San Michele.

Nel cuore del borgo

Nel centro storico, è un piacere fare tappa in Largo San Michele, in Piazza Mazzini, facendosi condurre dalle caratteristiche vie cittadine attraverso un sentiero impreziosito da palazzi storici e preziose fontane. Templi cristiani di rara bellezza, come l’Abbazia di Sant’Angelo risalente all’undicesimo secolo. Il complesso abbaziale si presenta come un gioiello dell’architettura romanica. Di grande interesse una serie di palazzi e dimore storiche, come il Palazzo Torre Guevara, il Palazzo De Gregorio, che conserva intatta la sua struttura architettonica esterna e interna. Orsara è sede di un Museo Diocesano, dove sono custoditi antichi reperti archeologici di notevole pregio. In Piazza Mazzini, si trova il Palazzo baronale dei Guevara. Splendido esempio di edificio nobiliare del XVI secolo, vi si accede da un ampio portale in pietra che apre la vista a un grande cortile. Di fronte ad esso, il Palazzo della Principessa di Solofra, risalente al XVIII secolo, è un edificio dall’aspetto armonico, pronto a integrare la propria facciata e a condividere le due arcate della Fontana Nuova (1847). La Fontana Nuova, simbolo e auspicio di prosperità e abbondanza, è stata ingrandita nel 1663 dai duchi Guevara. Recentemente ne è stato completato il restauro. L’abbeveratoio, opera risalente al sedicesimo secolo, è stato oggetto di interventi che hanno restituito pulizia e luce alle pietre che lo compongono. I lavori di recupero hanno riguardato l’intera superficie di colonne, vasche e volte. Palazzo De Gregorio, costruito sui ruderi di un antico castello, e la Fontana dell’Angelo, sono tappe obbligate alla scoperta dell’antico fascino ed eterna bellezza del centro storico orsarese.

La cinta muraria

Orsara di Puglia conserva parte della cinta muraria che anticamente era posta a difesa del paese. Nella parte più antica del borgo, sono tuttora esistenti due grandi torri e parti delle mura che un tempo costituivano la fortificazione a difesa dell’abitato. Nel XVI secolo, poi, la Capitanata fu protagonista di guerre, invasioni e persecuzioni religiose. Per questo motivo il cuore del centro storico orsarese fu scelto anche come piattaforma militare d’importanza strategica.

Il Museo Diocesano

Localizzato in piazza Mazzini ed è ospitato all’interno di Palazzo Varo, antico edificio risalente al XVIII secolo. Tra i reperti di maggior pregio, frammenti di un pavimento del X secolo, stemmi in pietra, i resti degli eleganti e raffinati 19 stalli del coro ligneo dell’Abbazia di Sant’Angelo, dipinti su tele del XVII secolo. Il museo diocesano, inoltre, conserva innumerevoli attrezzi da lavoro e testimonianze della civiltà contadina.

VISITE:

Itinerario: Enogastronomico – Culturale

Durata: intera giornata

Periodo: Autunno, Primavera, Estate

Grado di difficoltà: T (Turistico)

Equipaggiamento: Scarpe comode, scorta d’acqua, cappello, abbigliamento a strati idoneo alla stagione in corso, macchina fotografica.

Prezzo: 10 euro a persona (minimo 10 partecipanti)

Il prezzo comprende: Accompagnamento, guida, degustazione in cantina.

Il prezzo non comprende: Trasporto, assicurazione RCT.

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