1) ASCOLI SATRIANO-HERDONIA: LUNGO LA VIA AURELIA “AECLANENSIS”
L’itinerario ricalca il tracciato di una via risalente all’età adrianea – antonina, la “Via Herdonitana” o “Aurelia Aeclanensis” di cui sono testimonianza i cippi miliari visibili in Largo Aulisio ad Ascoli Satriano. Ausculum ed Herdoniae hanno una storia simile essendo stati entrambi dapprima centri dauni e poi importanti centri romani in cui si svolsero importanti episodi bellici. La città di Ascoli Satriano si sviluppa fin dall’età neolitica sull’altura del Serpente (456 mt.s.l.m.) che sovrasta la valle del Carapelle e dove è stato realizzato a partire dal 1995 il Parco Archeologico dei Dauni. Nella seconda età del Ferro la collina del Serpente diventa l’acropoli dell’insediamento ed è sede nel II secolo a. C. di un santuario con pavimentazione a ciottoli di fiume di pregiata fattura, oltre che zona residenziale e di necropoli per le elites aristocratiche. Risalgono a quest’epoca i sontuosi corredi funerari di tombe “a grotticella” come quella della “Principessa”, quella “dell’askos canosino” e quella “delle coppe di vetro”. In Piazza S. Potito nel piazzale antistante al convento omonimo è stata portata alla luce una domus romana pavimentata a mosaico con un grande rosone composto da triangoli e calici negli angoli, protetto da un vetro. I leoni ed il bassorilievo con coppia di coniugi murati sotto l’arco dell’orologio provengono da un monumento funerario romano in cui si menzionano “i duoviri” e la tribù a cui era iscritta la città, quella Papiria, ascendenza che la accomuna alla vicina Herdoniae. In una zona poco fuori l’abitato odierno sorge il ponte romano a dorso d’asino. La visita ad Ascoli Satriano termina nel locale Polo Museale ove sono esposti i famosi grifi alati in marmo policromo, la collezione archeologica di Pasquale Rosario e la sezione relativa all’arte sacra (Museo Diocesano).
Situata nel comune di Ordona, il centro dauno di Herdoniae conserva resti di capanne oltre a tombe di diversa tipologia: a tumulo, a fossa, a grotticella. A partire dal IV secolo a.C. la città viene cinta da un perimetro di mura. Nel 210 a. C. viene messa a ferro e fuoco da Annibale che ne deporta gli abitanti a Metaponto e Thurii. Herdonia rinasce come città romana con l’edificazione di nuove mura, di un tempio italico, di “horrea” per la conservazione del grano, botteghe ed un arco onorario. Nel I secolo d.C. Herdoniae diviene Municipio romano ed iscritta alla tribù Papiria; si assiste ad una riorganizzazione degli spazi pubblici intorno ad una larga piazza chiusa ad est da un’esedra ed una basilica con capitelli pseudo ionici e l’edificazione di un anfiteatro ( mt. 74×59). Nel II secolo d. C. viene attraversata dalla Via Appia Traiana, il cui accesso in città viene monumentalizzato con un grande ninfeo; vengono realizzati un criptoportico, taberne, un macellum ed un altro tempio forse dedicato al culto imperiale. Nel IV secolo a seguito di un terremoto si assiste allo spopolamento della città ed al cambio di funzione degli edifici più antichi. Solo nel IX secolo sulla punta settentrionale della città viene riorganizzata con edificazione di case ed una chiesa a tre navate trasformata nel XIII secolo da Federico II in un vero e proprio castello.
PERIODO DI RIFERIMENTO: TUTTO L’ANNO. E’ consigliato un’ equipaggiamento “a cipolla” idoneo alla stagione in corso, cappello, macchina fotografica, scorta d’acqua. QUOTA DI PARTECIPAZIONE: Euro 38,00 ai Soci Daunia TuR; Euro 43,00 ai Non Soci. LA QUOTA COMPRENDE: Spostamento in pullman da Manfredonia a Ascoli Satriano e Herdonia/R.; Guida culturale ed Itinerari di visita (AUSCULUM: Parco Archeologico dei Dauni, Domus di Piazza S. Potito, Polo Museale Civico, Ponte romano; HERDONIAE: visita alla città con l’anfiteatro, la palestra, il foro, il ninfeo, la basilica, il tempio italico, il macellum e le terme); Pranzo con ricco menù a base di prodotti tipici locali.
2) TORRE ALEMANNA – BORGO LIBERTA’ – CERIGNOLA: ALLA SCOPERTA DELLA ROCCAFORTE TEUTONICA DI PUGLIA
Un affascinante itinerario legato alla storia ed alla gastronomia nei Borghi più suggestivi del Tavoliere. Torre Alemanna è ubicata a 18 km da Cerignola, lungo la strada provinciale per Candela. Il nome di Torre Alemanna compare, come riferimento topografico, in un documento del “Codice diplomatico barlettano” del 1334. L’appellativo di Alemanna rinvia inoltre ai suoi fondatori, i Cavalieri Teutonici, ai quali Federico II donò (come attestano documenti del XIII secolo) delle terre presso Corneto, antico borgo medievale (distrutto nel 1349, nel corso delle guerre dinastiche che videro opposti Giovanna I di Napoli e Carlo III di Napoli), i cui resti distano difatti poco più di un chilometro dal complesso. Intorno al terzo quarto del XVI secolo si segnala l’attivismo del cardinale Niccolò Caetani di Sermoneta, che nel 1570 avvia i lavori di costruzione del “Palazzo dell’Abate”, nell’ala sud del complesso. Nell’ultimo dopoguerra il complesso masseriale ha subìto i maggiori danni, dovuti all’incuria, allo sconsiderato uso e, soprattutto, alla radicale trasformazione del sito. Negli anni ’50 del secolo scorso, l’Ente per lo Sviluppo dell’Irrigazione e la Trasformazione Fondiaria di Puglia e Lucania (poi denominato prima ERSAP ed infine Settore riforma fondiaria – Ufficio ex ERSAP) fondò una nuova borgata denominata Borgo Libertà demolendo alcune parti del complesso masseriale. Nel 1983 il complesso masseriale è stato sottoposto a regime di tutela con declaratoria di vincolo, quale bene monumentale. Nel 1988 partono i primi interventi di restauro e di consolidamento del solo nucleo centrale. Un secondo lotto di lavori dal 1997 al 2000, nonché le attività di ricerca condotte con importanti sinergie tra Enti ed Università (italiane, francesi e tedesche) nell’ambito del programma finanziato dalla Comunità Europea denominato “Cultura 2000″, hanno iniziato a restituire al monumento gli antichi splendori. Torre Alemanna, dopo i lavori di restauro è divenuta Museo della Ceramica e Centro internazionale di studi. Inoltre visiteremo una delle Cantine Storiche del Tavoliere delle Puglie: Le Cantine de La Manna che si posizionano ai primissimi posti nel panorama della produzione vitivinicola dauna.In oltre 60 anni di attività hanno sempre dedicato grande attenzione ai vini ottenuti dai vitigni originari del territorio quali l’uva di troia, il Negroamaro ed il Greco: non mancano il Merlot ed il cabernet, che sulle colline della zona, esposte ai venti caldi del Sud, acquistano profumi inaspettati. La cantina ha attualmente una capacità complessiva di circa 70.000 ettolitri di cui un terzo condizionata. L´ammodernamento della struttura permette la produzione di vini di alta qualità destinati alla ristorazione a cui si affianca la produzione di vini per la GD/DO.
PERIODO DI RIFERIMENTO: TUTTO L’ANNO. E’ consigliato un’ equipaggiamento “a cipolla” idoneo alla stagione in corso, cappello, macchina fotografica, scorta d’acqua. QUOTA DI PARTECIPAZIONE: Euro 20,00 ai Soci Daunia TuR; Euro 25,00 ai Non Soci. LA QUOTA COMPRENDE: Spostamento in pullman da Manfredonia a Borgo Libertà – Cerignola/R.; Accesso alla Torre Alemanna, Guida culturale, visita della Cantina “De La Manna” con spiegazione e degustazione enologica.
3) CANNE DELLA BATTAGLIA – CANOSA DI PUGLIA: Archeologia e storia sulle rive dell’Ofanto
Prima un abitato daunio, a partire dall’88 a.C. diventa municipium romano , mentre in epoca imperiale viene beneficiata del collegamento con la Via Traiana (109 d.C.) e della costruzione dell’acquedotto di Erode Attico (141 d. C.) ed elevata da Antonino Pio al rango di colonia .Verso la fine del III Secolo diviene capoluogo della Regio II Apulia e Calabria, diventando nel secolo successivo anche sede di una tra le più importanti diocesi di Puglia, che raggiunse il culmine della sua importanza con il vescovo San Sabino (dal 514 al 566). Diventata sede di gastaldato con l’invasione longobarda nel VI secolo, subisce successivamente diverse devastazioni per mano dei Saraceni (scacciati intorno all’871). Canosa ritrova un certo rilievo nel millenio successivo (XI – XII secolo) con i Normanni, grazie al particolare interesse mostrato dal principe Boemondo d’Altavilla (che dal 1111 giace nel mausoleo ivi presente) e poi, sotto gli Svevi, da Federico II.
Visita all’area archeologica di Canne della Battaglia, (a circa 73 km da Manfredonia) cittadella fortificata sorta su una collina sulle rive dell’Ofanto. L’impianto restituito dagli scavi si riferisce soprattutto alla fase bizantina (VIII-IX secolo) quando Cannae crebbe dopo la distruzione della vicina Canosa nell’872 ad opera dei Saraceni. Distrutta anch’essa parzialmente dal Guiscardo nel 1083, continuo’ a vivere fino al 1300, quando Carlo II d’Angio’ la annesse alla vicina Barletta. La visita alla città antica avviene percorrendo il decumano dall’arco d’ingresso al castello, ai quartieri abitativi medievali ed alle aree di culto. All’estremità occidentale della collina si erge la colonna posta a ricordo dell’epica battaglia tra Romani e Cartaginesi avvenuta il 2 agosto del 216 a.C. e conclusasi con la schiacciante vittoria di Annibale ed il massacro di 50000 soldati romani. Spostandoci nell’attiguo Antiquarium si apprezzeranno numerosi reperti che vanno dal Neolitico (come la statuetta della Dea Madre) all’età protostorica (ornamenti in bronzo e ambre, corredi tombali, ceramiche), a quella romana (epigrafi, monete), fino al Medioevo, cui si riferisce un tesoretto di monete di epoca bizantina.
PERIODO DI RIFERIMENTO: TUTTO L’ANNO. E’ consigliato un’ equipaggiamento “a cipolla” idoneo alla stagione in corso, cappello, macchina fotografica, scorta d’acqua. QUOTA DI PARTECIPAZIONE: Euro 40,00 ai Soci Daunia TuR; Euro 45,00 ai Non Soci. LA QUOTA COMPRENDE: Spostamento in pullman da Manfredonia a Canne della Battaglia – Canosa di Puglia/R.; Ingresso Antiquarium Canne , Guida culturale, Pranzo completo a base di piatti e prodotti tipici locali. N.B.: LA PRENOTAZIONE E’ RICHIESTA PER UN NUMERO MINIMO DI 25 PARTECIPANTI.
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