Proiezione cortometraggio “Le isole delle acque verdi” 27 Gennaio 2020

In occasione della ricorrenza della giornata internazionale celebrata per commemorare le vittime dell’Olocausto, l’Associazione Daunia TuR invita tutti i propri associati e simpatizzanti presso la propria sede associativa, per la proiezione del cortometraggio “Le Isole delle acque verdi” di Gigi Giuffrida girato a Manfredonia, Foggia e le Isole Tremiti nel 2019.

Il corto, candidato al Festival Corti di lunga memoria di Ascoli, al Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, al Corto Dorico Film Festival di Ancona e al ARFF Berlin // International Awardsrichiama le vicende delle Diomedee al tempo del confino di polizia, durante il ventennio fascista. Un argomento, per le Tremiti, mai affrontato.

L’evento si terrà a Manfredonia presso la sede dell’Associazione Daunia TuR in Via San Lorenzo, 110 a Manfredonia il 27 Gennaio, dalle 19.30 alle 22.00

🗣 Al termine della proiezione seguirà un breve dibattito per affrontare il tema e proporre interventi culturali per valorizzare i “Luoghi della memoria” del nostro territorio.

🎬 Cortometraggio “Le isole delle acque verdi”

Genere: Cortometraggio
Anno di produzione: 2019
Durata: 29` ca.
Autore Soggetto e Sceneggiatura: Franco Mastroluca. Regia: Luigi Giuffrida
Direzione della fotografia: Giovanni Grifa
Montaggio: Alessandro Briuolo
Casa di produzione: Daunia TuR A.P.S.
PATROCINIO: Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.
SPONSOR: Fondazione Monti Uniti di Foggia, Sindacato Pensionati (S.P.I.) CGIL, Azienda Agricola Alberto Longo.

SINOSSI

Daniela, cinquantenne, produttrice cinematografica, dai modi decisi e fini, raduna d’inverno tre sceneggiatori in un albergo, nell’Isola di San Domino. Vuole realizzare un film sulle Isole Tremiti al tempo del confino di polizia. Ha molta fretta di realizzarlo. Dice che un suo amico industriale, facoltoso nipote di un ex confinato, finanzia quasi interamente il film, ad una condizione: che sia pronto entro cinque mesi, in tempo per celebrare il centenario della nascita del nonno. Non vuole, il suo amico, un film sul nonno, ma sulle vicende del confino.
Giorgio, Roberto e Marcello sono incaricati di scrivere il soggetto, il trattamento e la sceneggiatura in poco tempo, al massimo due, tre settimane. Ammette che è un tempo troppo breve, ma chiede di fare ogni sforzo per farcela.
Decidono di dedicare i primi tre giorni ad approfondire, a ruota libera, avvenimenti e personaggi di quel periodo, per valutare successivamente se alcuni di quei fatti o di quei reclusi possano essere parte di una trama che abbia uno sviluppo aderente e convincente.
All’inizio, Giorgio vuole che si parta da un articolo di Riccardo Bacchelli, apparso su «La Stampa» nel 1926, dal titolo Le Isole delle acque verdi, che esalta il mare delle Tremiti e spiega come il modo di dire “mandare alle acque verdi” significhi “mandar coatto”.
Al mattino, nella saletta dell’albergo, la discussione sui confinati è molto viva. Adele, la collaboratrice di Marcello, mostra al computer le immagini di alcuni di loro: Sandro Pertini, un gruppo di deportati in catene, Luigi Abbiati e la storia di suo figlio, un bambino punito ogni giorno perché non canta l’inno fascista… Sulla figura di Amerigo Dumini, uno dei responsabili del delitto Matteotti, si accende un vero e proprio battibecco tra Roberto e gli altri due.
Ricominciano i lavori, che questa volta si svolgono nell’auditorium dell’albergo. Giorgio ha abbozzato un pezzo di sceneggiatura su un episodio accaduto: la rivolta dei confinati politici contro la decisione del direttore della colonia di imporre il saluto romano. Ognuno si presta a recitare le parti del testo.
Daniela torna a San Domino e prende parte alla nuova riunione. Giorgio parla della deportazione degli omosessuali a Tremiti. Roberto minimizza, dicendo che in fondo avevano modo anche di divertirsi. Marcello ribatte con durezza. C’è un litigio che per poco non sfocia in uno scontro fisico. Marcello si allontana.
Passa del tempo. Marcello non si vede ancora. Giorgio chiede a Margherita, la segretaria che li assiste, di andare a chiamarlo. La ragazza, insieme al portiere dell’hotel, va in camera di Marcello. È a terra, immobile. Margherita pensa che sia morto. Il portiere appura che respira e si adopera ad allertare l’elisoccorso e a chiamare aiuto. Margherita corre a chiamare gli altri. Tutti si accertano delle condizioni di Marcello.
Daniela è afflitta e annuncia che il progetto è ormai sfumato. Non ci sono più i tempi, per ricominciare tutto daccapo.
Adele si fa avanti. Spiega che in quei giorni ha appuntato ogni cosa e che conosce bene i libri e il materiale ricevuto. Perciò ha provato a stendere un soggetto.
Daniela lo legge. È entusiasta e rinfrancata. Abbraccia Adele e chiede a Roberto e Giorgio se vogliono continuare con Adele. Roberto rinuncia. Giorgio accetta.
Daniela decide di confessare come stanno davvero le cose. Non esiste un amico finanziatore. Il nonno centenario è suo nonno. Non ha voluto dirlo all’inizio per non influenzare il lavoro. Ma Adele nel suo soggetto ha autonomamente tratteggiato anche le vicende dei suoi nonni e di sua madre.
Così Daniela si lascia andare. Racconta, con molta commozione, come i nonni Matteo e Maria, giovanissimi, siano arrivati all’Isola di San Nicola, nonché le disperate condizioni di vita in cui hanno dovuto arrangiarsi. In quell’inferno viene alla luce la mamma di Daniela, nel giugno 1939. La nonna si ammala e muore sull’isola. Il nonno rimane solo con la bambina, tra malattie, privazioni e fame.
Un amico, Alfredo, che sta per essere liberato, gli propone di portarsi via la piccolina, per sottrarla a quella rovina. Matteo accetta: una volta libero, andrà a riprendersela. Ma anche il nonno si ammala e, senza cure, muore.
Adele e Giorgio sono stupefatti. Muore? E il nonno centenario? Daniela continua la sua storia. C’è la guerra, Alfredo non sa che Matteo è morto, fino alla fine del conflitto: la bambina ha ormai quasi sei anni.
Quando la mamma apprende la verità è già grande. E il suo papà è per sempre Alfredo.
È lui il nonno che compie cento anni e che l’ha invogliata a cimentarsi con questa idea, ora che, da qualche mese, la mamma di Daniela non c’è più.

Trailer Cortometraggio “Le isole delle acque verdi”

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